Naked & design nel segno dello scarafaggio

Vittime dei deliri di architetti e designer lo sono in genere molte motociclette moderne, specie se appartengono alla categoria delle naked e vengono dal Sol Levante. I disastri riguardano un po’ tutte le sovrastrutture che vestono (fortunatamente poco) motore e ciclistica di questi mezzi, e si concentrano sui particolari dove i vincoli tecnici sono minori. Infatti, serbatoio, sella e parafanghi per quanto ci si sforzi sono comunque posizionati in modo obbligato e sono legati a esigenze funzionali imprescindibili. La fanaleria anteriore invece molto meno e, complice la disponibilità di sorgenti luminose sempre più efficenti e compatte, è proprio su questo particolare che si concentra spesso la maligna libidine di queste matite impazzite alla ricerca disperata di un segno originale e inconfondibile per le loro creature. E così alè con coppie di microfaretti tipo occhio dei Venusiani dei b-movie di fantascienza, vetri e relative cornici con forme che richiamano tutti gli animali estinti e viventi del pianeta con preferenza per il genere degli insetti, linee antropomorfe per suggerire idee di forza, aggressività e velocità. Secondo particolare nel mirino i terminali di scarico, dove le soluzioni predilette sono quelle che richiamano i razzi che si vedevano sui fumetti negli anni ’50/60, abnormi tromboncini di forma geometrica oppure simil-tubi di stufa di cui mantengono le dimensioni (e, coerentemente, pure materiali e finiture).

Insomma, un disastro su tutto il fronte. Ora, mi chiedo: ma questi strapagati signori A - Conoscono un po’ di storia e tradizione stilistica della motocicletta? B - Ne hanno mai posseduta/guidata una? C - Si sono mai informati dai motociclisti praticanti “veri” sulle loro preferenze (e idiosincrasie) per quanto riguarda gli aspetti stilistici? Personalmente ritengo che l’unico e autentico fanale degno di una moto “nuda” sia quello rotondo con la ghiera cromata e con il posteriore come si preferisce: piatto, a pera, tondo, a ogiva, cromato, nero o in tinta col resto della carrozzeria. In realtà si può anche tentare un fanale leggermente ovale o rettangolare - addirittura la coppia di fanali tondi - ma già queste varianti vanno gestite con prudenza e mano leggera, un po’ come il dosaggio della noce moscata in cucina. Per i terminali di scarichi idem: se non li disegna Massimo Tamburini in persona molto meglio rimanere sul classico che - tra tromboncini e “bottiglie” varie - comprende tutta la gamma del desiderabile!


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2 Commenti »

  1. di mico87 | 26 Marzo 2009 h. 10:57


    Completissimamente d’accordo con lei direttore, a me è sempre piaciuta l’ Hornet e finalmente ne ho acquistato una, sono stato costretto ad andare sull’ usato piuttosto che sul nuovo perchè il faro di cui sopra proprio non mi piace, ho 22 anni ma mi piace molto il classico e il vintage sulle moto, che da tante soddisfazioni.Anche l’ occhio vuole la sua parte.
    Un saluto a tutti i motociclisti

  2. di nitroita | 22 Settembre 2010 h. 22:43


    Sono d’accordo!credo che la moto che non vede gli anni si chiami CB1300,un connubio perfetto fra ieri ed oggi,lasciamo stare la Mana o la Shiver!

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