Sondaggi da parcheggio

Ogni mattina, arrivando in redazione, osservo la sfilata di due ruote con cui vengono al lavoro molti dipendenti della nostra casa editrice che pubblica, oltre a motonline e Dueruote, numerose altre testate dei generi più diversi. Saranno, nella bella stagione, una cinquantina in tutto, di cui una trentina  moto e il resto scooter. Il curioso è vedere come si è evoluta nel tempo - diciamo nell’ultimo quinquennio - la tipologia di questi mezzi, in linea con quanto sta accadendo sul mercato o, addirittura, esasperando le tendenze in atto oggi. Ricordo infatti che al tempo del lancio di Dueruote, nel 2005, la varietà era assoluta, con modelli distribuiti equamente tra tutte le case e le tipologie disponibili nei listini.

Ma poi, poco a poco, è iniziata una sorta di selezione naturale, che ha portato ad emergere nettamente alcuni marchi e alcuni specifici modelli. In particolare, tra gli scooter sono iniziate ad aumentare le Vespa, dalle ipertradizionali PX alle più recenti 4 tempi, come le piccole LX (preferite dalle colleghe di sesso femminile) e quelle della famiglia  GT.

E così oggi, nel nostro parcheggio, appartiene alla famiglia Vespa quasi uno scooter su 5.

Tra le moto, invece, a guadagnare quote è stata BMW, inizialmente con modelli diversi, oggi invece con una convergenza quasi assoluta sulle GS 1200. Certi giorni, addirittura, si direbbe che la casa bavarese pesi per il 50% almeno del mercato italiano totale… 

In sordina, a fianco delle BMW, c’è sempre stato un gruppetto di Harley-Davidson di cui sto però notando una recente tendenza alla crescita, prima con le 883 e le 1200, oggi invece anche con le grosse twin da 96 cubic inch e oltre. Utima arrivata è la Fat Boy bianca di un mio collega direttore, mai stato motociclista prima, che nel giro di un mese ha acquistato prima una Sportster per cambiarla subito dopo col bestione con cui si diletta oggi. A diminuire progressivamente, invece,  sono state le giapponesi, prima le hypersport  e poi le naked; resiste solo qualche enduro on-off, spesso anche piuttosto datata. Curiosamente, almeno per ora sono quasi sparite le Ducati (spicca ormai solitario un Monster rosso) e ancora mancano all’appello le enduro stradali di media cilindrata che oggi vanno per la maggiore, oltre a qualche modello un po rétro - tipo Triumph Bonneville - che invece, almeno a Milano, è di gran moda.
Questo è quello che osservo in questo mio particolarissimo focus commerciale e di costume: secondo voi è uno spaccato rappresentativo del nostro mercato e qual è, per marche e tipologie di modelli, l’evoluzione che immaginate per il prossimo futuro? 


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12 Commenti »

  1. di stebertuc | 20 Luglio 2011 h. 12:48


    come hai scritto nella quartultima riga oggi la massa segue la moda, a volte tralasciando la praticità della moto. Io a Genova vedo tutte le mattine impiegati in camicia e cravatta con le scarpe eleganti che vanno in ufficio con la loro GS1200 Adventure con le tre borse montate. Non credo che si portino dietro così tanto materiale in ufficio. Ma è di moda, anche per andare all’aperitivo senza le borse si fa brutta figura. Valli a capire…

  2. di doctorpio3 | 20 Luglio 2011 h. 12:54


    solo una battuta, non mi intendo di mercati…spero vivamente che la Edidomus abbia un parcheggio ben vigilato e recintato…queste informazioni potrebbero essere appetibili per molti malintenzionati, della serie: se cercate determinate marche o modelli sapete dove trovarli! un lampeggio, DP3

  3. di d.scortichini | 20 Luglio 2011 h. 13:13


    Buongiorno Direttore,

    la foto che ha fatto penso sia molto influenzata dall’ambiente in cui si trova.
    Uscendo dalle città infatti le naked e le hypersport tornano ad avere una loro ragione di esistere.
    Io considero BMW come moto di facciata più che di sostanza, potrò essere criticato per questo, ma dal mio punto di vista non hanno niente di più di qualsiasi altro mezzo a due ruote ad eccezione del prezzo di acquisto e della tenuta dell’usato.
    Infine per il futuro penso che si andrà verso l’incremento di modelli “retrò” .

  4. di kakugo | 20 Luglio 2011 h. 14:02


    Caro direttore, il mio sondaggio non è tanto “da parcheggio” quanto sulle moto che incrocio sulla strada o trovo in sosta durante le mie peregrinazioni settimanali.
    Concordo sul “momento” della Vespa. I modelli vintage in particolar modo (inclusi quegli dei primi anni ‘80, non quotatissimi dagli intenditori) sono sempre più ben rappresentati.
    Concordo anche su BMW, anche perchè sono uno di quelli che la usa praticamente tutti i giorni (ma il GS non è moto per me).
    Harley-Davidson sempre tante, anzi, sempre di più. A parte Electra Glide e V-Rod non le riconosco quindi non so quali siano i modelli che “tirano” di più.
    Ducati, a parte gli occasionali Monster di alcuni pendolari, sembrano confinate al fine settimana.
    E le giapponesi? L’unico nuovo modello che si vede in giro è il T-Max. Per il resto si concentrano su modelli “datati”: tante, ma tante on/off (la Transalp 600 sembra stia ritornando in auge, come pure il Dominator), tanti modelli “vintage” meno noti, come le custom quattro cilindri degli anni ‘80 (Yamaha FZX750 tanto per intenderci) e sta risaltando fuori persino qualche vecchio 125 quattro tempi come il bellissimo (ed incompreso dal nostro mercato) CG125. Le cosidette “moto furbe” tipo CBF600 e FZ8 in giro proprio non si vedono (e non solo in Italia)… che a conti fatti non siano poi così “furbe”?
    Nei fine settimana non giro tanto, ma penso che sia lì che si concentrino le vendutissime Hornet 600, Multistrada 1200 etc. Durante la settimana non ce ne è traccia.
    Cosa riserva quindi il mercato? Secondo me c’è ancora tanto spazio per le on/off ed ancora di più per le custom, che stanno avendo un “ritorno” che magari non saranno i numeri che faceva la Shadow 600 nei primi anni ‘90 ma diverranno senz’altro importanti. Il nuovo bicilindrico parallelo Honda che esordirà a breve dovrebbe proprio essere utilizzato sugli eredi rispettivi di Shadow e Transalp (ammettiamo che l’ultimo modello non è il più riuscito della famiglia): significa che qualcuno di questa tendenza se ne sta accorgendo. Prevedo anche che le moto da turismo (di cui sono, confesso, un grande appassionato) continueranno a vendere non numeri stratosferici ma senz’altro bene. BMW qui è la regina incontrastata ed ha una “sorpresa” in serbo per l’Intermot 2012 che è un pò come il segreto di Pulcinella. Aspettiamo la reazione di Yamaha ed Honda, le cui rispettive “ammiraglie” hanno oramai una decade sulle spalle con minimi aggiornamenti tecnici.
    Infine una parola sugli scooter: a parte Piaggio nessuno sembra ancora determinato a “cavalcare” la moda vintage. Eh sì che cogli scooter i giapponesi hanno ricostruito la loro industrai dopo la guerra (Honda Juno, Mitsubishi Silver Pigeon, Fuji Rabbit etc).

  5. di Mr. H-D | 20 Luglio 2011 h. 15:11


    Condivido appieno il suo punto di vista. Però devo aggiungere che pur essendo in un momento di recessione quasi infinito, o notato che in giro di mezzi a due ruote elitari ce n’è una bella cifra. Si sà BMW GS, grande motocicletta, ormai è un biglietto da visita e ce l’hanno anche le scimmie. Io sono un purista H-D e giro con un panhead del ‘64 da oltre dieci anni perchè amo e mi piace vivere la strada, ma se devo essere sincero le nuove Harley sono più in mano a ex scooteristi che a gente che le sa apprezzare come meriterebbero. Gente che le cambia ogni anno solo perchè fa easyrider, gente che non a idea di quello che sta cavalcando, bifolchi esibizionisti che ce l’hanno solo per moda, gente che se gli chiedi dov’è la candela ti dice sulla torta. Che tristezza!!! Comuninque W tutti i veri motociclisti che amano e sanno portare le loro moto e anche i giovani centauri che adesso finalmente stanno spostando la loro attenzione sulle moto 125 a 4t mandando a fare in c..o quei c…o di scooter.

  6. di CAP0207 | 20 Luglio 2011 h. 17:49


    Sicuramente la tipologia di moto “in giro” è dettata soprattutto dalla moda e la BMW è la regina di questo periodo, però dibito che vada bene solo la GS 1200 e soprattutto, come scritto in un post sopra, si guidi solamente con le 3 borse montate (originali ovviamente).

  7. di sd0sd0 | 20 Luglio 2011 h. 23:03


    la fotografia scattata dal direttore è perfetta e rispecchia anche la mia amata cittadina, Palermo. Condivido appieno anche il commento di Mr. H-D. E penso che le H-D dovrebbero essere moto solo per gente che condivide appieno la filosofia H-D!

  8. di apezzotta1978 | 21 Luglio 2011 h. 08:09


    Caro Luigi, io dopo una evoluzione in aumento di potenze e cilindrate sto regredendo nauseato da limiti di velocità e truffe legalizzate sulla strada e sono arrivato a circolare lento e felice con la mia LML Star rigorosamente 2 tempi (un po pompata…). Oramai la mia Kawasaki vede la luce del sole solo 3/4 volte l’anno per dei giri un po piu impegantivi… penso che la carenza di Ducati sia anche dovuta al fatto che oramai hanno raggiunto cifre allucinanti per una moto e BMW resiste solo per un fatto di moda… secondo me se finalmente Ducati si decidesse ad ossigenare il cervello e mettesse in produzione una 450 desmo mono in stile Borile che richiami l’uso e la giuia della mitrica Scrambler (max 7000 euro!! e si può fare tranquillamente…) secondo me vedrebbe ingiallire il parcheggio e riscoprire il gusto della moto a tanti pentiti dei polsi spezzati per andare a mangiare il gelato a Sarnico…
    Per una scrambler nuova potrei barattare il mio M900 del ‘94 che riposa vicino alla Scrambler 350……………………………………………………..

    Ciao.

  9. di giordano1975 | 21 Luglio 2011 h. 16:36


    Concordo con”di stebertuc”
    GS, GS, GS e poi GS: ormai siamo circondati, da La Spezia a Genova vedi una quantità infinita di GS, ovviamente con borse montate (originali), cavalcate da uomini di mezza età in camicia e scarpe eleganti. Mi piange il cuore nel vederle ed anche alla mia “vecchia” TDM 900 prossima ai 10 annni e con una quantità infinita di Km. Moto nate per macinare Km e Km, con ABS, ESA e chi più ne ha più ne metta, costrette tutti i giorni a fare casa-ufficio, stare 10 ore parcheggiate e poi fare ufficio-bar-casa.
    Ok che è di moda, ok che tiene il prezzo, ok che te la finanzi tutta e la paghi in 10 anni, ma che te ne fai se poi quando devi fare più di 100 Km la lasci a casa?
    Altre moto in giro ce ne sono, ma dalle mie parti 1 su 4 è un GS, che sia 1200, 1200 Adveture oppure 800 l’importante è che sia GS.

  10. di piz0402 | 21 Luglio 2011 h. 19:27


    SVEGLIATEVI. Il mondo motociclistico non è davanti al bar per l’aperitvo a Milano! Non è tutta massa che segue la moda! Le GS 1200 si vendono perchè è una gran moto. Le HD perchè è un modo particolare di interpretare/vivere la moto (andate ai raduni per capire). Le racing-jap calano perchè troppo estreme e lasciano spazio alle nude/semicarenate che vendono perchè ottime e bei compromessi. Ducati monster non ne vedi perchè non durano 5 anni.

  11. di apezzotta1978 | 23 Luglio 2011 h. 08:57


    SVEGLIATEVI….Il mio Ducati monster va quasi per i 20 anni……………. pizo402………continua pure a dormire sul gs…………..

  12. di piz0402 | 26 Luglio 2011 h. 18:51


    veramente ora ho una fz6 e giro col pk125 da 20 anni. La mia su Ducati era una osservazione, leggi quante monster hanno venduto e guarda le condizioni medie dell’usato. Forse il ducatista è un vero motociclista e fa tanti chilometri ma la qualità non è certo la prima caratteristica dei prodotti ducati. Credo che la tua ducati abbia 20 anni perchè la tieni con cura. E le ducati godono molto dell’effetto moda! Ribadisco la GS è un’ottima moto e se vai per passi alpini ci sono molti motociclisti che la portano per tornanti e non al bar. Anzi forse vedo più gs che monster. Chi ha citato la Yamaha FZX750, la prima Fazer era la mia prima moto! Era fantastica e bellissima, mannaggia a me quando l’ho venduta!

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Sogni di mezza estate

 

Gironzolando sul web alla ricerca di qualche indiscrezione sulle novità 2012, come al solito mi sono fatto distrarre un po’ dai mezzi davvero strani e curiosi che si trovano nei siti dei preparatori o di qualche Casa particolarmente eccentrica e fantasiosa.
Questa volta, a colpirmi più di tutti, è stato il Morgan 3, riproposizione da parte dell’iper tradizionalista marchio inglese (per lo chassis delle sue spyder è ancora utilizzato il compensato marino…) delle traballanti tre ruote col motore a V sul muso che andavano di moda nella vecchia Inghilterra, rese celebri da Peter Seller nel film Hollywood party (di cui ripropongo sotto un fotogramma) dove ne guidava una.

 

 
Morgan, che era specialista di questi simpatici trabiccoli, ha pensato di ripresentarne quest’anno una versione “aggiornata”, piazzandogli sul muso, invece dei bicilindrici Jap o Matchless che andavano per la maggiore negli anni ‘30, un bel S&S, come dire un 1.884 cc da 115 cv di derivazione Harley-Davidson abbinato alla trasmissione di una Mazda MX5.

Il peso è contenuto in soli 500 kg e la linea, assolutamente rétro, riprende anche nelle colorazioni i celebri caccia inglesi SEa5 prodotti dalla Royal Aircraft Factory durante la prima Guerra Mondiale.
Come vada questo Morgan 3 non ne ho la minima idea, anche se l’idea di provarne uno mi piacerebbe non poco, visto che le prestazioni dichiarate non sono poi da buttare via: 185 km/h di velocità massima con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 4,5 secondi. 

La speranza che poi freni e stia in strada credo la si debba invece vincolare ad un puro atto di fede… Ma sono dettagli: quella che mi affascina è l’idea che qualcuno possa immaginare, progettare e costruire davvero un ordigno così al di fuori di ogni razionalità, solo perchè è divertente, intrigante, bello per chi lo sa apprezzare! In più, considerato che il prezzo al pubblico è di 25.000 sterline (circa 28.500 euro) si tratta anche di un capriccio alquanto costoso e davvero poco in linea con gli attuali, tempestosi, andamenti dell’economia. Però fantasticare non costa nulla e, qualche volta, aiuta a tirarsi fuori per un momento dai problemi della vita quotidiana.  Andare a spasso per le campagne inglesi con un Morgan 3 ben rappresenta il mio tipo di sogno per rilassare i nervi e, se volete, potete raccontarmi i vostri: vediamo chi vince in fantasia!


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Demagogia elettrica

Non passa giorno senza che case di auto o di moto non annuncino qualche prototipo elettrico, sempre preceduto da comunicati roboanti su prestazioni, autonomia, facilità di ricarica. Ora, apprezzo gli sforzi degli uffici marketing per spingere e indorare queste novità, non posso però chiudere tutti e due gli occhi di fronte a incongruenze e assurdità evidenti, così come non posso ignorare, per una valutazione critica di questi mezzi, le usuali leggi della fisica. Se si vuole ragionare un po’ più seriamente, il dato da cui partire è lo stato dell’arte delle batterie disponibili oggi e che, nelle versioni più evolute, quelle agli Ioni di Litio (Li-Ion), nel migliore dei casi mantengono un rapporto di quasi 1:65 con la benzina in termini di energia contenuta. Detto in soldoni, ma tanto per capirci, una batteria da 1 kg contiene più o meno un sessantacinquesimo dell’energia immagazzinata in un kg di benzina*.
Consideriamo pure che i motori endotermici hanno un basso rendimento (max 30-35%) mentre i motori elettrici superano il 90%: la situazione migliora, ma la differenza rimane pur sempre di circa 30:1!
Altro problema quello della ricarica: fino a che non ci sarà una disponibilità diffusa di colonnine dedicate, ci si dovrà accontentare di allacciarsi agli impianti di casa che, però, più di un paio di migliaia di Watt non possono reggere, e già bisognerà tenere spenti lavatrici, lavapiatti, scaldabagni elettrici e condizionatori se non si vogliono far saltare le valvole! Insomma, dobbiamo attendere che arrivino batterie a più alta densità di energia, per esempio quelle con tecnologia a nanotubi di carbonio che stanno studiando all’università di Standford, con capacità aumentata di 10 volte rispetto a oggi e ricaricabili in pochi minuti. Ma, di nuovo, serviranno sistemi dedicati per effettuare simili ricariche veloci. Altra alternativa allo studio sono le batterie a tecnologia “liquida” per cui si farà il pieno più o meno come si fa con i carburanti attuali, sostituendo gli elementi “esauriti” con altri “carichi” (studi in corso presso il MIT). In entrambi i casi siamo comunque ai primi esperimenti e, di conseguenza, sotto l’aspetto pratico per ora è gioco forza fare i conti con l’attuale stato delle cose.
E la verità è che oggi la tecnologia elettrica pura è utilizzabile solo per mezzi piccoli e leggeri, dalle prestazioni limitate e con autonomia di 50 km o poco più. Insomma, a condizione che i prezzi delle attuali batterie scendano, si possono già costruire scooter competitivi (con dimensioni, masse e prestazioni analoghe a quelle degli attuali 50cc) destinati al commuting urbano. Forse si potrà arrivare a sostituire con mezzi a trazione elettrica anche i 125 da 11Kw ma, oltre, siamo nel puro marketing da fantascienza!
Per carità, va tutto bene e aspettiamo con pazienza che la ricerca scientifica faccia il suo corso: mi basta solo che su questi temi non si faccia della facile demagogia per distrarci mentre i prezzi di benzina e gasolio, oggi senza alternative reali, continuano a volare verso l’alto come missili impazziti!

* La densità energetica è la quantità di energia immagazzinata in un dato sistema per unità di volume o per unità di massa. Per esempio, la densità di energia per massa misurata in MJ/kg (megajoules per kilogrammo) è di 46,2 per la benzina e di 0,54-0,72 per le batterie agli ioni di litio. Per chi vuol saperne di più:
http://it.wikipedia.org/wiki/Densit%C3%A0_energetica


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Salvati dall’usato!

Sono stato un paio di giorni orsono all’assemblea annuale dell’Ancma, l’associazione confindustriale dei nostri produttori, e devo dire che si respirava un’aria piuttosto pesante. Il motivo è che il mercato continua a soffrire, con perdite che si sommano alle perdite. Infatti, se nel 2010 le immatricolazioni erano scese di ben il 24% rispetto all’anno precedente, nei primi sei mesi del 2011 si è registrato un nuovo calo, questa volta del 20%. A compensare questo dato negativo ci sono solo i trapassi di proprietà in continua crescita; insomma, a tirare é il mercato dell’usato, mercato che sta salvando i bilanci di molti concessionari. Addirittura, si vedono in giro sulle vetrine cartelli del tipo “compro usato in contanti”…
La somma di trapassi di proprietà e di nuove immatricolazioni pareggia, pur con proporzioni diverse, lo stesso dato riferito all’anno passato, a dimostrazione che quella che manca non è certo la voglia di due ruote, quanto la disponibilità economica per l’acquisto ma, soprattutto, per la gestione. E così, dato che sul mercato dell’usato si trovano occasioni eccellenti, molti risparmiano sull’acquisto della moto o dello scooter per compensare il caro-assicurazioni, i costi burocratici, il pieno che pesa sempre di più su portafogli sempre più sottili… Va anche detto che le ricche vendite degli anni passati hanno creato un’offerta di usato imponente; in più, la velocissima evoluzione tecnica e stilistica a cui ci avevano abituato soprattutto i produttori giapponesi si è un po’ fermata, così che un modello di 3 o 4 anni orsono non offre, di fatto, prestazioni sostanzialmente inferiori rispetto al nuovo attuale. Una ventata di ottimismo viene solo dall’Eicma, il Salone della moto che si tiene a Milano a novembre, dove gli spazi disponibili sono già stati tutti affittati e si sta creando una lunga lista d’attesa. Vedremo se la seconda metà dell’anno ci porterà qualche dato più positivo, e se l’Ancma riuscirà a ottenere dai nostri governanti qualcuno degli aiuti che sta richiedendo a gran voce, da nuovi incentivi per sostituire un parco circolante per oltre la metà composto da mezzi vecchi e inquinanti, a normative per favorire l’adozione di sistemi di sicurezza come la frenata assistita da ABS. C’è poi l’ipotesi di nuove tasse locali proprio sui trapassi di proprietà e, visto che questo è l’unico settore di mercato che tira, sarebbe proprio il caso di non strangolarlo nella culla!
Insomma, auguri all’Ancma perché riesca ad avere una voce abbastanza forte nelle complicate e vischiose stanze romane…


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Il palazzo dei sogni

In un romanzo, ambientato in un Paese del defunto impero Ottomano,  l’autore (Ismail Kadaré, Il palazzo dei sogni, edizioni TEA 1981) ha inventato il Palazzo dei Sogni.
Si trattava di un edificio misterioso dove, attraverso il lavoro di migliaia di addetti, venivano raccolti per iscritto tutti sogni della popolazione, per poi essere selezionati, classificati e interpretati al fine di predire l’andamento delle varie sezioni dello stato, sino ad ottenere il “sogno-guida”, ovvero il sogno portatore degli indizi che anticipavano il destino dell’impero o del Sultano. Davvero un bel racconto, che mixa fantasia, storia e simbologie politiche (il tiranno che controlla persino i sogni dei suoi sudditi).
Questa è la parte letteraria, quella seria… lo spunto che mi piace utilizzare per questo blog è invece quello relativo alla raccolta dei sogni utilizzati per capire tendenze e desideri: chissà che cosa accadrebbe - mi chiedo - se si potesse adottare questo procedimento ai motociclisti? Insomma, quale sarebbe il loro “sogno-guida”? Provo a immaginarlo o, quantomeno, a definire il mio. Nell’ immaginario del sottoscritto ci sta una motocicletta agile e leggera, comoda anche in due, in grado di ospitare senza problemi un bel po’ di bagagli, sana di ciclistica e ben dotata di cavalleria ma, soprattutto, con un motore dall’erogazione “rotonda” e con un buon tiro in basso. Immagino un’estetica classica e duratura nel tempo, tanto metallo al posto della plastica, dotazioni all’osso rinunciando a parabrezza e carene. Infatti, il contesto ideale è quello di un’isola nel Mediterraneo, dal clima sempre temperato, con l’aria profumata dai pini marittimi e dalla macchia che cresce sotto il sole. Escluderei solo vespe, zanzare e altri insetti fastidiosi tipici dei climi caldi. L’isola non dovrebbe essere troppo piccola ed essere dotata di ottime strade, per poter gironzolare senza fretta ma visitando ogni giorno posti diversi. La compagnia di altri motociclisti la vedo ridotta ma selezionata e vorrei anche la presenza di paesini caratteristici e località storiche dove sostare. Di rigore, ovviamente, la disponibilità di un’ottima cucina! Per una volta non mi preoccuperei dei soliti costi esagerati di carburanti e assicurazioni, e vedrei di godermela al massimo…
Così meditavo sfogliando quel libro che, dopo anni, mi era ricapitato tra le mani… adesso però sono curioso di conoscere anche le vostre, di fantasie: qualcuno mi vuole raccontare il suo “sogno-guida” di motociclista?


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Arriva il popolo della rete?

Una delle novità di quest’ultimo periodo, che si è evidenziata con le recenti votazioni per le elezioni amministrative e per i referendum, è l’importanza assunta in Italia da internet per comunicare, informare, discutere…  Questo ruolo era già consolidato da tempo in molti campi, ma è forse la prima volta che entra prepotentemente nella politica, giocando da protagonista anche nei confronti dei media tradizionali utilizzati in queste situazioni, quitidiani e televisioni in testa.  Uno dei motivi della novità è certamente la maggior partecipazione giovanile a questi avvenimenti rispetto al passato anche recente, partecipazione che ha portato con se le forme di comunicazione tipiche di queste nuove generazioni: sms, blog, social network, video e foto sharing, ecc.
Mi interessa questo ritorno della partecipazione giovanile alla vita pubblica, non solo perché lo considero un elemento positivo in questa Italia che, troppo spesso, sembra davvero “un “Paese per vecchi”, ma anche perchè può rappresentare un elemento di spinta importante per aiutare a smuovere i soliti macigni che pesano sul nostro mondo. Infatti, uno dei motivi della crisi di vendite attuale dipende proprio dall’assenza dei giovani, che restano lontani dalle due ruote sia per alcuni problemi irrisolti e poco in sintonia col mondo attuale (pericolosità, immagine aggressiva, inquinamento), sia per la perdita di immagine e di appeal delle due ruote (non sono più l’emblema di libertà e indipendenza degli anni 60′e 70′, e le alternative tra gli status symbol sono innumerevoli), sia per costi (assicurazioni RC in testa) e burocrazie (vedi patenti) ormai davvero insopportabili.
Sono però anche convinto che moto e scooter posseggono un potenziale di attrattiva per ragazzi e ragazze molto più alto rispetto ad altri mezzi di trasporto: va solo riscoperto e valorizzato!
Ma a farlo possono essere solo loro, tornando protagonisti, attraverso i mezzi di comunicazione che gli sono propri e che gli adulti non riescono a controllare (per fortuna!) e ad utilizzare con altrettanta efficacia. Insomma, riscoperta l’importanza della partecipazione nella politica speriamo che si consolidi questa tendenza a voler tornare a essere autori del proprio destino, in prima persona, in tutti gli aspetti della vita privata e sociale, e senza delegare più nulla a nessuno! 
Ci conto: il nostro spazio è e rimane, come sempre, aperto e disponibile. Se ci siete, battete un colpo…


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Mercato basso ma stabile

 Il bilancio delle immatricolazioni nel mese di  maggio appena terminato non presenta flessioni a due cifre come nei mesi precedenti, tuttavia non si può ancora parlare di un dato positivo. Infatti, un arretramento del 2,6% non consente di dire che siamo fuori dal tunnel ma, se si pensa che a maggio 2010 il trend era del -30%, possiamo parlare se non di qualche segnale di ripresa quantomeno di una stabilità ritrovata.
In più, va anche considerato che maggio vale circa il 13% del totale venduto annuo e, di conseguenza, i risultati di questo mese incidono in modo importante sull’andamento complessivo del 2011.
Andando ai numeri, nell’ultimo mese sono stati immatricolati 37.657 pezzi con un miglior andamento per gli scooter (26.092 veicoli pari al -1,9%) mentre le moto, con 11.565 unità, scontano un -4,1%.  Anche i 50cc sono rimasti in territorio negativo con 7.916 vendite pari al -13%. 
I primi 5 mesi dell’anno hanno quindi conteggiato un immatricolato pari a  132.490 veicoli, che si traduce in un -14,8% rispetto allo stesso periodo del 2010 quando, però, si erano utilizzati ancora 10 milioni di incentivi. Gli scooter si fermano a 85.651 unità con un calo pari al -18,2%. Meno penalizzate le moto che nel progressivo annuo segnano 46.839 pezzi e si attestano su un -7,9%.
Non si modificano i trend per cilindrate che vedono una migliore tenuta per  i volumi degli scooter tra 300 e 500cc con 33.182 vendite che si traducono in un -16,6%. Seguono i 125cc con 26.747 pezzi pari al -12%. Più marcata la flessione dei 150-200cc con 16.924 unità (-27,7%) e dei  250cc con 7.598 pezzi (-26,2%).
Anche le moto confermano l’andamento di fondo con i dati positivi che si concentrano sulle maxi cilindrate oltre 1000cc (14.730 consegne pari al +6,7%); al secondo posto in graduatoria le 800-1000cc (12.393 pezzi, +0,6%). Seguono le cilindrate intermedie: 650-750cc(8.952 unità, -22,9%) e le 600cc (3.996 moto, -30,9%).
Decremento anche per le 125cc (2.735, -14%); in controtendenza invece, le moto da 300 a 500cc (2.623, +7,2%).
Infine, andando alle tipologie di moto più vendute la situazione  si presenta molto differenziata. In ordine di importanza sul totale del mercato troviamo  le naked con 15.806 unità (-11%) e le enduro stradali con 12.434  (-3,4%). A seguire con dati positivi le custom con 5.512 pezzi (+7,7%) che superano le sportive in crisi con 4.879 vendite (-24,1%); le moto da turismo proseguono la crescita con 3.755 veicoli (+8,1%) e, infine, troviamo le supermotard in retromarcia con 3.495 unità(-21,3%). 
Per quanto riguarda i 50cc, da gennaio a maggio, non vanno oltre le 27.334 registrazioni e segnano quindi un -16,9%, rispetto al 2010.


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I guardiani dei sogni

  1. Un collega mi ha segnalato questo filmato che si trova su You Tube e che potete vedere all’indirizzo  http://www.youtube.com/watch?v=IREOSB3Eem8.
    Si intitola Dream rangers (significa “I guardiani dei sogni” un titolo significativo, del tutto azzeccato) ed è’ davvero bello e commovente. Si tratta di una storia malinconica, che riguarda cinque motociclisti ultraottantenni, alcuni gravemente malati e altri immersi nel ricordo dei loro cari di cui, il crudele passare del tempo, li ha privati. Non mi dilungo nel descrivere il filmato, che potete vedere e che dura pochi minuti, ma mi piace sottolineare come queste persone, ormai arrivate al tramonto della loro vita, riescano insieme a ritrovare un momento di vitalità e di positività. La loro iniziativa è quella di recuperare dai box - dove giacevano sotto la polvere da anni - le loro vecchie motociclette, per realizzare in gruppo un viaggio di due settimane e oltre 1.000 km  attraverso Taiwan, l’isola dove  vivono.  Altro fatto per noi curioso e che vale la pena di evidenziare, è che questo filmato, anche se tratto da una storia vera,  in realtà è un video promozionale di una banca: non credo che da noi, ma nel mondo occidentale in generale, qualche istituzione finanziaria avrebbe mai avuto il coraggio di utilizzare simili argomenti per promuovere i suoi prodotti! Ma il bello è anche esplorare queste culture così diverse dalla nostra, che riescono ad affrontare con serenità argomenti come la malattia o la morte che per noi rappresentano quasi dei tabù…
    Insomma, per una volta dimentichiamo i temi abituali del nostro mondo e trasferiamoci in questa lontana, malinconica e bella, realtà su due ruote.
    L’universalità delle moto e dei motociclisti è anche questa!

 


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Promemoria…

Visto che i miei blog delle ultime settimane - in cui denunciavo tutte le riforme mancate, le controriforme, le vessazioni, le tasse aggiuntive, le burocrazie inutili e le inefficienze che stanno affondando il nostro mondo - hanno provocato molti interventi e reazioni, provo a elencare le iniziative che, secondo la mia personale opinione, sarebbero più urgenti da affrontare.

La speranza è che finalmente qualcosa cambi anche nel nostro ingessato Paese e che si possa quindi finalmente iniziare a sostituire chiacchiere, propaganda e polemiche con qualche iniziativa concreta, di segno contrario ai soliti favori alle solite corporazioni che ci stanno soffocando. Questo, secondo la mia opinione, potrebbe essere l’elenco:

 

- Class action con richiesta di intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla questione delle tariffe assicurative R/C; queste polizze rappresentano un complemento indispensabile per i mezzi di trasporto, non devono essere una spremitura ottusa e indiscriminata degli utenti. Se c’è un problema di truffe, chi deve intervenire intervenga, invece di scaricare questi costi aggiuntivi sugli onesti che sono la grande maggioranza!

 

- Revisione di tutta la procedura per il rilascio di patenti e patentini nell’ottica di creare un vero percorso all’educazione stradale e alla sicurezza, con costi e burocrazie ridotte ai minimi termini; a questo fine va anche eliminato  il monopolio delle scuole guida,  consentendo a enti terzi qualificati di realizzare corsi di guida, corsi di guida sicura, corsi per il recupero dei punti della patente.

 

- Eliminazione di tasse e balzelli medioevali su immatricolazioni e passaggi di proprietà; serve anche un intervento - fin che si è in tempo - per evitare gli aggravi sui passaggi di proprietà ventilati nell’ambito del prossimo Federalismo Fiscale;

 

- Obbligo (vincolante!) per i Comuni di investire i proventi delle multe nella sicurezza stradale, dalla manutenzione delle strade, alla eliminazione di ostacoli pericolosi come i guard rail; serve anche più prevenzione sulle strade: chi si comporta in modo pericoloso (per come guida, perchè alterato da alcol o stupefacenti, perchè viaggia su mezzi in disordine, per esempio - nel caso di moto e scooter - con i pneumatici usurati o sgonfi, ecc.) va fermato senza troppi complimenti.

 

- Introduzione di incentivi selezionati per i mezzi che davvero danno un contributo positivo alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente. Per esempio incentivi per introdurre da subito e in modo generalizzato i sistemi di frenata con ABS, incentivi sui mezzi che dimostrano davvero di consumare e inquinare meno, incentivi per le innovazioni finalizzate alla sicurezza.

 

Questo è il mio promemoria: naturamente, chi vuol proporre di aggiungere, elimanere o modificare delle voci, come sempre è il benvenuto!

 

Vedremo poi se ci sarà qualcuno che ai piani alti della politica e dell’economia - o più da vicino nelle nostre associazioni di categoria - vorrà o potrà,  per una volta,  iniziare a darci retta…


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Imparare dagli esempi positivi

Mentre in Italia continuiamo a fustigarci per il cattivo andamento dell’ economia, dell’occupazione, del potere d’acquisto dei cittadini e per le giornaliere vessazioni finanziarie e burocratiche a cui sono sottoposti - come se fossero catastrofi naturali inevitabili a cui è inpossibile opporsi - a quanto pare in Europa esistono situazioni ben diverse. Anche nel nostro settore.
Leggo per esempio che BMW darà ai suoi dipendenti un premio annuale di 4.000 euro e rotti visto il buon andamento dei conti aziendali in questo 2011, euro che si aggiungono a stipendi già molto più alti dei nostri e legati ad un potere d’acquisto nemmeno paragonabile. Mi chiedo: ma questi Tedeschi sono degli extraterrestri o, più semplicemente, hanno imparato che un sistema paese efficiente ed unito, che rema coerentemente tutto nella stessa direzione, alla fine rappresenta un vantaggio importante per tutti? E chi lo ha detto che questo sistema non lo si possa importare da  noi, visto che, anche in casa nostra, ci sono esempi di eccellenza e aziende competitive, in crescita (vedi il caso di Brembo, solo per citarne uno di cui hanno parlato recentemente tutti i principali quotidiani)? A quanto pare gli Italiani fanno molta fatica ad abbandonare l’antico vizio di pensare ognuno al “particolare suo” ma, questa mentalità, risulta del tutto controproducente nel mondo globalizzato in cui ormai viviamo e dove, a tutti i livelli, lo scontro è sempre di più non con singoli rappresentanti delle diverse economie ma con interi sistemi economico/finanziari. Si veda la Cina ma, anche, l’India, altri tigri asiatiche più diversi paesi emergenti dell’America latina o di altri continenti.

Insomma, forse serve lo sforzo di abbandonare il nostro inveterato individualismo, che non è  una forma di furbizia ma, piuttosto, ormai un grave fattore di autolesionismo.
E’ un cambio radicale di rotta che davvero mi piacerebbe, così come mi piacerebbe, per una volta,  iniziare a confrontarmi con gli esempi di chi va meglio di noi, e non dovermi sempre consolare con l’esempio di chi sta peggio, confronto poi sempre utilizzato come scusa per non cambiare (o tentare di cambiare) proprio nulla!


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