MotoGP: piloti o robot?

Il tema sportivo del giorno è l’influenza dei controlli elettronici sulle moto da competizione, in particolare nella MotoGP. Un’opinione diffusa è che controlli di trazione e gestioni sempre più sofisticate di motore, cambio, freni e ciclistica in generale appiattiscano le prestazioni dei piloti, eliminando quei decimi di secondo a giro che i migliori avevano nella manetta del gas, riuscendo così - come si usa dire - a guidare e a essere competitivi “sopra” i problemi della loro moto. Per esempio, di questa opinione è anche Valentino Rossi ma, personalmente, la penso in un altro modo …

… parto dalla considerazione che le “vecchie” e scorbutiche 500 a 2 tempi, le brutali MotoGP 1000 di prima generazione e le attuali, sofisticate MotoGP 800 richiedono stili e capacità di guida molto diversi tra loro. Pochi piloti si sono dimostrati efficaci su tutte queste tipologie di bolide e, questa capacità/incapacità di adattarsi all’evoluzione tecnica delle moto, è uscita in modo clamoroso durante lo scorso campionato (vedi, per esempio, le prestazioni ben diverse di Stoner e di Capirossi con la stessa Ducati). E lo stesso fenomeno si è già evidenziato durante i primi test 2008. Probabilmente, le moto attuali per essere guidate nel modo più efficace richiedono - oltre a molta fede nell’elettronica e negli ingegneri di pista - riflessi e senso dell’equilibrio degni di un gatto, più che l’esperienza di guida che premiava i piloti delle passate generazioni di moto. Insomma, non vedo un appiattimento dei piloti, quanto una selezioni tra i piloti che meglio sanno sfruttare (e mettere a punto lavorando con “mentalità aperta” insieme ai tecnici) le moto di oggi. Come conseguenza logica, se le mie considerazioni sono corrette ci sarà sempre di più uno spostamento verso piloti molto giovani, e le carriere tenderanno ad accorciarsi, con tendenza a raggiungere la loro parabola discendente già alla soglia dei trent’anni.
Voi cosa ne pensate? Aspetto con ansia le prime gare del prossimo campionato…


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20 Commenti »

  1. di fulvioparisatto | 30 Gennaio 2008 h. 13:15


    Caro Luigi,

    ciò che dici è senza ombra di dubbio giusto ma, non dobbiamo dimenticare che esistono due campionati uno piloti ed uno marche e noi dovremmo una vlta o l’altra decidere quale a quale stiamo assistendo.

    Mi sembra di poter asserire che l’anno scorso il campionato l’ha vinto più la Ducati che Stoner in quanto il “pacchetto” era il migliore.

    E’ pur vero che il domatore Capirossi avendo meno bestia da domare ed una maggiore storia alle spalle non è riuscito a sfruttare il “pacchetto”.

    La storia delle corse ci dice, a mia opinione, che noi tutti vogliamo l’eroe, il mito, il pilota che giuda sopra i problemi.

    L’elettronica appiattisce non solo i valori ma anche lo spettacolo e, visto che tutto ciò che noi adoriamo in effetti per il buon Carmelo è un business, prevedo per il futuro una involuzione elettronica almeno per quanto riguarda la gestione delle penne e delle sbandate.

    Noi vogliamo più domatori e meno ingegneri elettronici, altrimenti spariranno i miti.

    E le marche? Per loro e per i loro ingegneri ci sarà sempre posto perche poi io non mi posso comperare Stoner ma mi posso comperare una Ducati e quindi con minori ricorsi all’elettronica dovranno impegnarsi per fornire il miglior pacchetto senza dimenticarsi il gommista di turno.

    D’altronde quando giocavamo con la Polistil, a casa mia, i guard rail erano vietati; capaci tutti di appoggiarsi alla sponda, meno quelli di girare forte solo basandosi sulla capacità di gestire il pollice.

    La F1 l’ha capito e credo che Dorna lo capirà a sua volta, se in più giustifichiamo il tutto con la pressante riduzione del budget la soluzione mi sembra già sul tavolo.

  2. di gabrielepaterlini | 30 Gennaio 2008 h. 14:30


    Io c’ho riempito il forum con questa convinzione… ;-)
    Probabilmente se ne potrebbe parlare per delle ore per quanto è estesa la dimensione dell’argomento con tutte le sue varie sfaccettature e relative correnti di pensiero.
    Semplicemente è il progresso teconologico che fà il suo corso….e nell’epoca agonistica attuale i mezzi da corsa sono questi, con la loro elettronica ed il loro motore.
    Nel caso specifico non è dato sapere quanto uno come Stoner, tanto per fare un “nome a caso”, potesse andare forte anche con le 500 poichè la sua carriera non ha incrociato l’epoca delle 500.

    Si commette un errore, a mio giudizio, se si continua a confrontare la proverbiale selettività delle 500 e di coloro, pochi, i quali riuscivano a farle andare a certi livelli con i Piloti della nuova generazione che oggi hanno in dote ben altri tipi di Moto.
    Si adombra la loro capacità di andare al limite, se non oltre, con questi mezzi con i quali devono correre oggi.

    Direttore, chi è più forte tra Giacomo Agostini e Valentino Rossi? ;-)

    Saluti,
    Gabriele

  3. di gabrielepaterlini | 30 Gennaio 2008 h. 14:59


    MANCANZA DI SPETTACOLARITA’?
    Secondo me dovremmo metterci d’accordo sul significato che si vuole attribuire a questa affermazione.
    Se per mancanza di spettacolarità intendiamo mancanza di spazzolate e di intraversate, beh, c’è chi ha smesso di intraversare le moto già nel 2004 ed ancor più nel 2005. Eppure allora mi pare non ci si ponesse questo tipo di problema.
    Se invece intendiamo mancanza di audience….beh, allora il discorso è assai diverso.
    L’audience cala drasticamente quando il personaggio cardine di questo sport non finisce la gara o perde il Mondiale anzi tempo (Valencia 2007 8.500.000 di telespettatori, Valencia 2008 3.500.000 di telespettatori….”lira più, lira meno”).
    Se si intende questo per spettacolo allora si tolga l’elettronica, si tolga tutto e si fornisca la monomoto con il mono gomma!!

    Lo scorso anno il Mondiale è finito con 4 Moto diverse nelle prime 4 posizioni. Il mondiale è stato dominato da Stoner e non da Ducati nella stessa identica misura in cui nel 2005 venne dominato da Rossi e non dalla Yamaha!!!

    Ezpeleta….Ezpeleta: Spagnolo, la Dorna è Spagnola, Pedrosa è Spagnolo come la Repsol. 3 Gp su 18 si corrono in Spagna.
    Rossi: personaggio cardine della Moto Gp. Italiano. 2 Gp su 18 si corrono in Italia. Grazie a Rossi i diritti televisivi hanno un “peso” economico preponderante e servono a Dorna per foraggiare i team!
    Se Rossi e Pedro non si trovano in condizioni di vincere, la baracca trema…..e lo spettacolo improvvisamente diventa “latitante”

    Dipende da che punto si sosserva lo “spettacolo”!!!

    Capirossi ha preso ben 200 punti di distacco da Stoner lo scorso anno!!
    Aveva la moto campione del mondo, ha usato specifiche di motore diverse e gomme diverse da Stoner, ha stravolto la ciclistica più volte e ciò nonostante ha beccato 200 punti.
    Pensate che tutto sia dipeso solo dall’elettronica?
    Pensate realmente che aiutasse Stoner e deficitasse Loris?
    Suvvia, nel 2006 Loris ha chiuso 3° nel mondiale a soli 23 punti da Hayden…e l’eletronica della GP6 era più o meno la stessa della GP7…sensore più sensore meno!!!

    Saluti,
    Gabriele

  4. di Dino #21 | 30 Gennaio 2008 h. 16:06


    bravo Fulvio!!!
    condivido pienamente il tuo pensiero…

  5. di Spartaco0109 | 30 Gennaio 2008 h. 16:56


    sono piuttosto d’accordo, ovvio che oggi si tenda a dare per legge ciò che dice Valentino. Lui quest’anno farà un gran campionato, ed alla fine, le parole che ha detto rimarranno solo un ricordo. La strigliata che ha fatto alla Yamaha ha fatto bene sopratutto alla M1, cresciuta su tutti i livelli. Va forte con le Michelin cosi come con le Bridgestone, compresi quelli del team Tech3. Che si cambi regolamento o no, alla fine sono sempre gli stessi che vanno forte, ed ancora di più lo si vedrà in gara. I tempi buoni bene o male li hanno fatti tutti in inverno. Ma quando arriva Marzo, e si farà sul serio, saranno i soliti 3 o 4 a giocarsela come sempre.

  6. di screpez | 30 Gennaio 2008 h. 17:02


    Caro Luigi, concordo pienamente con il tuo commento.
    Cominciano a stancarmi i commenti di coloro che fanno fatica ad accettare il fatto che i tempi cambiano e che anche i campioni, prima o poi, appenderanno la tuta al chiodo.
    Se è vero che Stoner guida così forte per merito dell’elettronica, è anche vero che i Rossi e i Capirossi, a parità di strumento non sono in grado di fare altrettanto.
    Si dice che la differenza la fa la Ducati? E allora come mai il solo Stoner la guida in quel modo?
    Tutti pensavano che la 800 venisse guidata in maniera simile alla 250, poi nella realtà la telemetria sconfessa in buona parte questa teoria: Stoner infatti è il pilota che più spigola le traiettorie…..non mi sembra uno stile proprio da 250….
    Se poi il campionato è stato stradominato da Stoner, beh, forse buona parte della colpa è stata di coloro che tanto si sono lamentati della moto e delle gomme che personalmente hanno contribuito a sviluppare….
    Certe affermazioni mi paiono sempre più delle contraddizioni belle e buone.

  7. di duke | 30 Gennaio 2008 h. 17:38


    A me sembra di sognare…piloti o robot? Ma le moto di Stoner, Capirossi e ora Melandri erano e sono uguali! Le prestazioni finali invece non mi sembra…Ma di che accidenti stiamo parlando??

  8. di maurizio | 30 Gennaio 2008 h. 17:48


    Ok, ma allora perché chi arrivava dalla 250 doveva fare apprendistato sia in 500 che nei primi campionati di MotoGP ed ora va forte subito? L’unica incognita è diventata vedere la tenuta sulla distanza del pilota e delle gomme. Se questi sono bei campionati…

  9. di mecks83 | 30 Gennaio 2008 h. 20:00


    Scusate ma quando Valentino dava 1 giro quasi a tutti non era noioso lo stesso. Per me no, perché cmq vinceva un italiano ed ero contento, ma lo spettacolo visto da chi magari tifava Loris o Barros, comunque non era poi diverso da quello di oggi, con Vale-Honda a un secondo dagli altri..
    Io cmq non riesco proprio a capire perché si voglia sminuire il valore di Stoner. Ha dato una paga sconfortante a Loris, la sta dando a Macho..che altro deve fare ancora? Che deve ancora dimostrare? Poi aspettiamo a valutare le prove di Andrea e Alex, le gare sono tutt´altro. Son curioso poi di vedere cosa fa Vale con le Giapponesi, che se non vanno o non si accordano con la Yamaha poi voglio vedere, giá si lamenta che la gomma da qualifica é peggio della Michelin!
    Ragazzi, ammettiamolo, Stoner ha fatto un anno da FENOMENO, se lo ripete allora lo sará pure. E poi ricordiamoci bene che l´anno prima non vinceva mai perché volava sempre, ma cmq mica andava a piano..

  10. di m.carlino | 30 Gennaio 2008 h. 20:10


    io dico una cosa semplicissima e vorrei che commenti di autorevoli tecnici e giornalisti del settore potessero smentirla. Stoner tornerebbe tranquillamente ad essere RollingStoner se guidasse la Honda NSR 500 GP con cui Valentino ha vinto l’ultimo campionato delle 500. smentitemi!!!!!!!!!!!!

    ROLLINGSTONER a presto

  11. di bach0303 | 30 Gennaio 2008 h. 23:56


    luigi, sono d’accordo con te.
    l’evoluzione della moto è in continuo sviluppo e ora si va verso (e ci siamo già) l’epoca dell’elettronica.
    sarebbe sbagliato limitarla, è sbagliato demonizzarla.
    non è lei a far diminuire lo spettacolo (e qui già ci sarebbe da discutere molto sul senso di queste parole), ma la mancanza di bagarre.
    se davvero i controlli elettronici appiattissero il rendimento dei piloti assisteremmo a gare entusiasmanti, dove almeno due piloti (i compagni di team) starebbero a giocarsi la vittoria.
    fortunatamente non è così.
    i piloti fanno sempre la differenza (pensiamo un rossi al mugello…vincerebbe anche con un triciclo…), solo che quello che ha spostato l’asta più in alto è stato quello “sbagliato”.
    sbagliato per visibilità, per storia agonistica, per sponsor, per team, per passaporto…
    come ha detto masetti stoner ha fatto proprio una bella rivoluzione!

  12. di nikkio80 | 31 Gennaio 2008 h. 08:25


    maurizio hai centrato in pieno la faccenda!
    é la palese dimostrazione di come la moto gp siano dieventate troppo “facili” da portare al limite….

    e secondo me è uno schifo….

  13. di gabrielepaterlini | 31 Gennaio 2008 h. 08:43


    Quelli forti davvero che venivano dalla 250 andavano forte, subito, anche in 500.
    Nel 1998 Biaggi vinse all’esordio a Suzuka e si classificò 2° nel Mondiale, perso d’un soffio per la storia della squalifica.
    Rossi nel 2000 esordì nella 500 con 3 vittorie e con il 2° posto nel Mondiale alle spalle di Roberts. Vinse il titolo nel 2001!
    Nel 2002 fù la volta di Kato che esordì in 500, alla grande, nonostante i top team avessero le 1000 4 tempi. A Brno dello stesso anno gli danno la 1000 e lui fà pole e secondo posto alle spalle di Biaggi.
    L’anno successivo, il 2003, è la volta di Melandri. Macio arriva in Gp da Campione del Mondo della 250. Sappiamo bene cosa gli sia successo dopo.

    Adesso sono arrivati in blocco Pedrosa-Stoner e DeAngelis-Dovizioso-Lorenzo. Piloti che tra 125 e 250 hanno vinto tutto ciò che potevano vincere! Forti veloci e con personalità.
    Chi ci dice che in 500 non potessero fare cose egregie come chi li ha preceduti? Nessuno, perchè semplicemente non hanno avuto la possibilità di cimentarsi in quella categoria.
    Però la storia più recente ci dice che quelli bravi davvero vanno subito forte, indipendentemente dalla moto, dalla categoria!
    Basta guardare cosa hanno fatto altri Piloti passati dalla 250 alla 500/Gp.

    Saluti,
    Gabriele

  14. di alone0511 | 31 Gennaio 2008 h. 09:14


    sono in disaccordo con lei:l’appiattimento dei valori in campo(parlando di manico) è evidente in tutto cio’ che la tecnologia ci offre nel settore 2/4 ruote…vogliamo parlare , x restare in ambito + umano, della FACILITA’ di guida delle attuali supercar o semplicemente delle auto in genere???salvo poi ,come sempre accaduto, il pilotone di turno che si schianta xchè incapace di prevedere il limite dell’elettronica di bordo?Credo che anche in F1 quest’anno , l’assenza del TC ci mostrera’ qualche pilota , ritenuto bravo, arrivare al suo limite prima del previsto.
    Lo stesso in ambito SBK e Motogp, dove l’indice di FACILITAZIONE dato dall’elettronica è il numero e la velocita’ impressionanti con cui i giovani si adattano alla loro guida…ai tempi di Lawson /Raynei e co. erano cosi’ tanto brocchi da necessitare 2 3 anni x arrivare al Top, se ci arrivavi??Oggi l’exploit è alla portatat di molti, troppi…e questo, purtroppo, appiattisce il valore di piloti come l’ex campione del mondo Hayden (volutamente tralascio Rossi), gran lavoratore e ottimo manico, che vede sprecata la sua fatica da una RIMAPPATURA AD HOC x ilo novello di turno.

  15. di oighens | 31 Gennaio 2008 h. 10:08


    Per Duca72. Cosa dire? I tuoi commenti e le tue analisi sono a mio avviso perfette, volevo scrivere le stesse identiche cose!
    Sono d’accordo anche con quello che ha scritto il direttore, anche questa un’analisi estremamente corretta ed equilibrata!

  16. di SpFr#99 | 31 Gennaio 2008 h. 11:14


    Sono pienamente d’accordo…

  17. di maurizio28 | 31 Gennaio 2008 h. 13:11


    Ma ve le ricordate le gare con le mille e i gran traversi che facevano? Quello si che era spettacolo!! La tecnologia di solito si sviluppa in pista per poi trasferirla sulla produzione di serie ma cio’ avviene ben poco sulle moto, altrimenti costerebbero come uno shuttle!! Sapete quanto costa la centralina che controlla tutti i parametri della desmosedici ed è agganciata a 20 satelliti? QUATTROCENTOMILA EURO!!!! Sono tornato in aereo dal GP di Valencia con un team manager famosissimo e lascio immaginare le notizie.. secondo me c’è troppa elettronica in assoluto ed al pilota rimane ben poco.. Osservate come danno gas e quando invece il motore prende i giri… tutto controllato elettronicamente!!! Scusate, ma in formula 1 non stanno eliminando parte dell’elettronica per dare piu’ spazio al pilota? Meditiamo ragazzi, meditiamo…..

  18. di sarto0011 | 31 Gennaio 2008 h. 13:28


    Penso che l’elettronica faciliti l’apprendistato, ed infatti i novellini vanno tutti forte, e sinceramente non credo che siano tutti fenomeni. Le gare diranno i veri valori in campo. Il pilota fa ancora la differenza, altrimenti due piloti a parità di moto dovrebbero fare sempre i medesimi risultati, ma l’elettronica aiuta molto il pilota a sopperire agli errori. Stoner, tanto ormai il riferimento è sempre lui, penso che in questo momento sia il migliore a sfruttare moto/gomme - elettronica. Lo stesso Rossi ha riconosciuto questo. Ma credo che l’elettronica abbia aiutato molto Stoner nel far sbocciare le sue caratteristiche di pilota, che con questa formula è il migliore. Dico questo in virtù del suo passato, che l’ha visto cadere spesso, guidando moto diverse. Comunque se la motogp è diventata questa, che i piloti si adeguino e sappiano fare meglio del campione attuale.
    Se Stoner si riconfermerà campione, si potrà raccontare tutto quello che si vuole, ma non che con queste nuove moto lui non sia il migliore.
    ciao

  19. di mecks83 | 31 Gennaio 2008 h. 18:05


    Duca72 ha non solo ragione, ma ha anche zittito chi continua, affermando l’ipotetico “appiattimento” dei valori, una strenua difesa, inutile, di Valentino. Inutile in quanto sostenendo che Stoner ha vinto per via dell’ “appiattimento” e del T.C. , si vuole come difendere Valentino da un annata per lui sfortunata, non si dice semplicemente che Valentino ha perso per via di una moto dal motore incredibilmente fiacco e inaffidabile, di un rendimento delle gomme a volte,ma non sempre, deficitario, oltre che a volte inaffidabili, che di certo non han reso onore al suo valore.
    Questo Valentinismo smodato, che porta a formulare tesi insensate e tecnicamente infondate, altrimenti non si spiegano le differenze di rendimento nelle varie squadre (Vale - Colin, Stoner - Loris, Pedrosa - Hayden) non rendono onore a questo sport e valgono il tempo che trovano. Max

  20. di licaone | 9 Febbraio 2008 h. 09:56


    Io penso che quando si fanno dei commenti bisognerebbe non farli da tifosi, per me lelettronica a livellato di molto le differenze tra i piloti, questo non vuol dire che stoner sia un brocco anzi secondo me è un buon pilota, ma qualcuno ha mai visto qualche corsa di super bike dove l’elettronica non è come quella della moto gp. e l’esempio citato della formula uno che ha tolto il controllo di trazione per rendere il pilota un pò più attivo dovrebbe far pensare. perchè secondo me un pilota dovrebbe avere sensibilità di guida, non tenere sempre spalancato e poi l’elettronica pensa al resto.

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Voglia di moto

Vado a Padova per il Bike Expo e la mattina del sabato mi trovo ingolfato in una coda infinita davanti agli ingressi. Entro, e verso la fine della mattinata è quasi impossibile muoversi tra gli stand, tanta è la folla che preme per ammirare moto di serie, special, spettacoli organizzati dagli espositori, accessori e abbigliamento di tutti i generi e di tutti i tipi. Considerato che quest’anno il numero dei padiglioni occupati dalla manifestazione è aumentato, si può solo parlare di un clamoroso successo, visto in più che le novità assolute si potevano contare sulle dita di una mano

Considerato anche che il Salone di Milano - il più importante d’Europa se non del mondo intero - è finito da neppure due mesi, è interessante cercar di capire il motivo di un’affluenza così massiccia e trasversale, visto che tra il pubblico si mischiavano customisti, fuoristradisti, sportivi e semplici curiosi. Evidentemente è proprio l’oggetto “dueruote” in se che continua a scatenare passione, voglia di divertirsi e di stare insieme. Inoltre, tutto questo pubblico sembrava sorridente e sereno, in stridente contrasto con questi tempi di cupezza e pessimismo. Insomma, pare proprio che moto e scooter siano in grado di regalare qualche dose di gioia di vivere e di funzionare - almeno un po’ - come antidoto alla faticosa complessità della vita moderna. E non è un fatto insignificante!



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Auguri alla Rossa!

Milano, 16 gennaio 008.

Il management della casa bolognese ha presentato a stampa e comunità finanziaria il suo piano industriale per il periodo 2008-2010, dopo un 2007 che - anche senza contare i risultati sportivi - è risultato molto positivo sia sotto l’aspetto delle vendite sia sotto quello dei conti aziendali. Infatti, l’immatricolato ha superato per la prima volta le 40.000 unità ma, soprattutto, è tornato a concentrarsi suo modelli di fascia alta e più remunerativi come la 1098 e l’Hypermotard.

Questo risultato deriva da un lavoro radicale di riorganizzazione e di ottimizzazione dell’azienda, dalla definizione delle categorie di prodotto su cui puntare al miglioramento della qualità e dell’affidabilità, dal rafforzamento della rete vendita alla razionalizzazione della produzione e alla riorganizzazione del reparto finanziario. Da questi presupposti derivano obiettivi ambiziosi per il prossimo biennio, con il superamento del traguardo delle 50.000 moto prodotte e il raggiungimento di conti in attivo con livelli di redittività interessanti per gli inserzionisti. A questo fine, nel prossimo biennio verranno introdotti ben 10 nuovi modelli, si punterà su qualità, esclusività, design italiano e sportività per mantenere prezzi di vendita remunerativi e si continuerà a investire nelle corse (MotoGp, Superbike e Superstock) dove piloti e sponsor sono già confermati fino al 2010; anzi, con il 2008 entrerà un nuovo partner importante come Enel. Una nota positiva finale anche per l’occupazione, che dovrebbe essere tendenzialmente in crescita. Insomma, una presentazioni certamente ottimistica ma saldamente costruita su fatti positivi concreti. Quella che ovviamente non è stata svelata è la tipologia delle 10 novità in preparazione, fatto salvo che - senza eccezione - monteranno motori bicilindrici a L come da tradizione della casa, senza sconfinamenti verso altre tipologie.

Ma allora come saranno queste novità? La discussione è aperta…


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Sport: emozioni in arrivo

Non ho dubbi: la voglia di rivalsa dei Giapponesi (e di Valentino) nei confronti della Ducati ci regalerà un campionato MotoGP da cardiopalma mentre, in Superbike, ci sarà la sfida dei mitici Pomponi per recuperare il loro tradizionale predominio nella categoria, grazie anche al nuovo regolamento che “regala” 200 cc ai bicilindrici bolognesi

Ma negli sport motociclistici - temi tecnici a parte - a coinvolgere di più sono ancora i piloti, e quest’anno si assiste a un bellissimo sconvolgimento generazionale con una schiera di giovani (Dovizioso, De Angelis, Lorenzo) che vuole emulare le imprese di Casey Stoner e sfidare i senatori Rossi, Pedrosa, Hayden e Melandri. E non manca neppure il grande cuore della Romagna, con l’irriducibile Loris Capirossi che si mette in gioco per l’ennesima volta con i colori della Suzuki…

E chiudiamo con un augurio a Max Biaggi, perché sulle Ducati SBK trovi finalmente l’occasione e le motivazioni per coronare degnamente la sua carriera. Restate collegati!



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AUGURI!!!!

Finalmente ci siamo: ancora pochi giorni e finalmente potremo godere di qualche giorno di riposo! Auguro a tutti i nostri amici di passare un bellissimo Natale, che sole e temperature miti consentano a chi vuole di farsi un giretto in moto o in scooter per smaltire gli eccessi culinari, di ricevere regali bellissimi e di iniziare al meglio il nuovo anno.

Un abbraccio e un lampeggio da parte mia e di tutta la redazione


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Strade vecchie e nuove

Queste sono alcuni spunti ripresi dall’editoriale di Dueruote/gennaio che mi piacerebbe sottoporre ai reparti Ricerca&Sviluppo, dove stanno nascendo le novità che vedremo nel futuro prossimo venturo. E su questi temi sarebbe interessante anche un parere della community di motonline. Le questioni rincipali mi sembrano tre….

Partiamo dai consumi, sia perché lo impone il caro petrolio, sia perché non si capisce come mai una moto da 200 chili, a pari velocità, spesso bruci più carburante di un’auto che ne pesa 1.500. Evidentemente in campo due ruote ci si è occupati più che altro delle prestazioni e di rispettare le normative antinquinamento mentre, nelle quattro, la riduzione dei consumi è un tema centrale da anni, con risultati evidenti a beneficio dell’ambiente e del portafogli.



Il secondo punto riguarda la messa a punto e l’applicazione generalizzata sui mezzi dedicati al commuting urbano (tra cui la totalità degli scooter) di sistemi elettronici efficaci per evitare ai meno esperti scivoloni e cadute sui fondi viscidi o nel caso di manovre e frenate d’emergenza. Mi riferisco all’applicazione di sistemi ABS studiati ad hoc e a controlli di trazione sulla ruota posteriore (Antispin). I primi qualche applicazione già l’hanno avuta (ma a mio parere necessitano ancora di sviluppo per risultare davvero efficaci) mentre i secondi funzionano, ma sono per ora relegati su pochissime maxi.



Infine, passando dalla tecnologia alle tipologie di modelli disponibili, troverei interessante interrompere l’attuale rincorsa verso gli estremi, per cui prevalgono nude scomode e prive di qualsiasi protezione aerodinamica oppure turistiche enormi e pesantissime. Mi rendo conto che estremizzare rende più facile creare modelli dalla personalità forte e ben individuabile, ma bisognerebbe anche non perdere di vista alcune elementari esigenze di comfort e versatilità!


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L’uomo che sussurrava ai motori

La storia risale a qualche anno orsono, quando mi sono impegnato nella costruzione di un mono da pista, partendo da un modello stradale di serie, come facevano molti privati negli anni ’70, soprattutto in funzione delle gare in salita. E così, recuperati un telaio nudo e un motore senza testa, entrambi a livello di puro rottame, mi sono rivolto al mio meccanico abituale, un artigiano vero in grado di fare miracoli che, infatti, in circa 6 mesi da quel mucchio di ruggine ha ricavato una racing bellissima che utilizzo da anni per le rievocazioni e che molti mi invidiano.


E sapete che cosa mi ha chiesto al momento di pagare il conto? Il prezzo al costo dei pezzi di ricambio mentre, alla voce manodopera, ha scritto testualmente “Non te lo puoi permettere”. E’ vero, la passione, la capacità e il lavoro che aveva messo in quell’opera non potevano avere un valore di mercato standard: se fosse stato un prezzo pagabile dal committente avrebbe svilito quanto fatto; se invece fosse stato un prezzo reale pagarlo sarebbe stato quasi impossibile. E così, per salvaguardare la dignità e il valore del proprio lavoro ha preferito non incassare una lira. Per questo motivo non venderò mai quella moto, che considero sua almeno per metà; ma quella vicenda per me è stata anche una lezione di vita e la dimostrazione che, nella passione per la moto, non c’è solo business e si nascondono ancora tesori di umanità e di cultura.
Questa è la mia piccola storia: voi ne conoscete altre simili da condividere con la nostra communty?


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Dieci moto da salvare

Il gioco è noto ma funziona sempre… 2008: una rivoluzione mondiale sconvolge la Terra e il potere viene preso da una setta di ecologisti fondamentalisti che - armi alla mano - impongono di distruggere tutti i mezzi meccanici. Resiste a questa furia iconoclasta solo l’Isola di Man, difesa da una brigata internazionale di motociclisti tostissimi. Li puoi raggiungere ma ti è concesso di portare con te, per salvarle, solo dieci motociclette. Dopo aver ben meditato e aver effettuato tagli e scelte anche dolorose ecco il mio elenco con le relative motivazioni… Ma il vostro elenco quale sarebbe stato?


Ecco l’elenco in ordine cronologico, partendo dai modelli più datati:

1) Matchless G50/AJS 7R: il più bel mono da velocità degli anni ‘50. Un capolavoro del design e della tecnica inglese.

2) Ducati 450 Scrambler (1968-1975): il mono italiano più ricordato e rimpianto.

3) Norton Commando “Fastback” (prima metà anni ‘70): la massima espressione tra le bicilindriche sportive made in UK con motore fronte marcia.

4) Kawasaki 500 Mach 1 (1970: elegante, affascinante, inguidabile

5) Honda CB four 750 (1969): l’astronave venuta dal Giappone

6) BMW R 80 GS P/D (1983): tutto il fascino dell’avventura e del deserto

7) Ducati Monster (1993): la prima, la più imitata, la più amata tra le naked

8) Ducati 916 (1993): qui proprio non servono commenti…

9) Aprilia Motò 6.5 (1995): una grande idea realizzata male

10) BMW HP2 Sport (2007): questa proprio me la comprerei per andare a girare sul “Mountain”…


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La grande sfida

Mancano pochi giorni ai primi test ufficiali della Superbike con le moto in versione 2008, ovvero con il bicilindrico Ducati salito a 1.200 cc che sfida le quadricilindriche giapponesi. Tema davvero interessante, perché se la 1098R va forte quanto è bella, ci aspetta una stagione di quelle indimenticabili. Ma ci sono anche altre Case che stanno affilando le armi per entrare in questo campionato per derivate di serie, campionato che rappresenta sempre di più un obiettivo ambitissimo per potersi fregiare del titolo di regina delle sportive stradali.
Infatti, Aprilia sta affinando il suo 4 cilindri a V (il motore si è già visto più volte) che debutterà nel 2009, KTM affronta la sfida già dal prossimo anno andando a farsi le ossa in Superstock con la bicilindrica RC8 presentata all’ultimo salone di Milano, mentre BMW arriverà un po’ più tardi - presumibilmente nel 2.010 - anche se già girano le foto “rubate” ai collaudi della sua 4 cilindri in linea.
In Giappone intanto non stanno certo a guardare, visto che Honda, nonostante abbia vinto nel 2007, ha completamente rinnovato il suo 1000, così come ha fatto anche Kawasaki. Certo, questa tipologia di moto - nonostante siano regolarmente omologate per l’uso su strada - è destinata sempre di più alle piste visto che, per motivi di buon senso e di Codice, non è assolutamente pensabile di poter sfruttare nel traffico odierno potenze ormai vicine ai 200 cv. Rappresentano comunque lo stato dell’arte della tecnica su due ruote ma, soprattutto, mantengono una somiglianza fortissima con i prototipi che corrono in MotoGP, creando così un processo di identificazione nemmeno pensabile in campo auto, vista la distanza abissale che separa le F1 dalle sportive a 4 ruote, anche quelle più evolute. Insomma, fanno sognare e, con un investimento non esagerato, per molti è possibile acquistarle, guidarle in pista nei turni liberi e sentirsi un campione. In sicurezza, fuori dalle strade aperte al traffico, da veri sportivi.


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Salone di Milano: ultime considerazioni

Prima considerazione: senza ombra di dubbio questo di Milano è il più importante Salone della moto a livello mondiale, per dimensioni, partecipazione del pubblico, impegno delle case. Infatti espositori e spettatori sembravano tutti decisamente soddisfatti. Anche per quanto ci riguarda abbiamo avuto un ottimo successo, come presenze allo stand e come visite sul sito, dove tutte le novità erano visibili - anche in video - sin dai giorni dell’apertura e delle conferenze stampa. Di conseguenza - seconda considerazione - rimane sempre più incomprensibile la scelta dei quattro big giapponesi (parzialmente Honda, l’unica che ha previsto una conferenza stampa con novità anche a Milano) di scegliere Parigi per le loro anteprime visto che la mostra francese, al confronto di quella lombarda, sembra una sagra di paese.

Quindi tutto bene, fatto salvo il vero scandalo della viabilità…
… infatti, mi chiedo come sia possibile che a tre anni dall’inaugurazione si possa arrivare e andarsene da questa fiera solo rimbalzando come palline di un flipper impazzito in un caos di cantieri, corsie provvisorie, cavalcavia in costruzione, strettoie e chi più ne ha più ne metta. In realtà, la viabilità d’accesso era stata promessa già per il 2005, anno di inaugurazione di questa struttura; i tempi non sono stati rispettati e ora si parla della fine del 2008… Il risultato si è ben visto, con il blocco del traffico che si è avuto a partire da venerdì mattina, blocco che ha messo in evidenza anche l’assoluta insufficienza di personale addetto a dirigere e smistare le migliaia di mezzi in movimento. In compenso costi espositivi, biglietti d’ingresso e parcheggi sono carissimi. Come dire che si costruiscono le strutture e ci si organizza per spennare da subito espositori e visitatori che poi, se rimangono in coda per ore oppure non riescono ad arrivare dopo aver viaggiato per mezza Italia, chissene…
Insomma, una speculazione indecente che i soliti politici - venuti a pavoneggiarsi tra gli stand per rubare un po’ di luce riflessa - si sono ben guardati dal notare!


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