Aiutateci a migliorare!

I contenuti del nostro sito sono noti e, altrettanto, quelli del nostro mensile Dueruote.

Gli argomenti sono quelli canonici del nostro settore, anche se declinati in modo piuttosto diverso dall’usuale, con grande attenzione alle esigenze dei motociclisti. Si vedano, per esempio, le inchieste di Riccardo Matesic che pubblichiamo regolarmente, oppure i resoconti sui campionati amatoriali e, ancora, argomenti solitamente un po’ in subordine a cui diamo invece molta enfasi, tipo l’abbigliamento e gli accessori o il turismo.

La nostra attività però non si ferma qui, e coinvolge anche altri tipi di iniziative, dai corsi di guida sicura sulla pista di Vairano a mostre tipo quella che abbiamo organizzato all’ultimo Salone di Milano con i modelli “storici” della Parigi-Dakar. Ma non ci fermiamo: la nostra finalità è quella di continuare ad arricchire il nostro “sistema” di comunicazione, di community e di iniziative sul campo, cercando di raggiungere e soddisfare le esigenze del numero più vasto possibile di utenti. Ne stiamo discutendo in redazione proprio di questi tempi, approfittando di un po’ di tempo libero che ci lasciano questi mesi di inverno ancora pieno, con tutte le attività - dalle gare alle presentazioni stampa - ancora ridotte al minimo. A questo punto chiediamo anche il vostro contributo, elencando un po’ di idee su cui stiamo ragionando, per verificare se e quanto coincidono con le vostre aspettative e le vostre esigenze. Quindi, ecco qui il nostro elenco:

DUERUOTE:

- Sezione Turismo: aumento delle proposte di itinerari, stampa di nuove schede itinerari con file GPS

- Sezione Prove: prove di moto usate con analisi di prestazioni, tecnica, costi, necessità di ricondizionamento, ecc.

- Sezione Community: più inchieste su temi caldi quali assicurazioni, sicurezza, ecc.

SITO

- Rafforzamento dell’area video

- Più commenti e analisi nel canale Sport

- Più prove di prodotto

- Più spazio alla Community (Forum, ecc.)

- Iniziative di E-Commerce relative ad abbigliamento, accessori, servizi

- Rafforzamento dell’area Info Point con indicazioni su assicurazioni, burocrazia, costi, problematiche varie tipiche dei motociclisti

ALTRE INIZIATIVE

- Proposte di viaggi e itinerari in gruppo

- Più offerta di corsi di guida su pista e su strada

- Incontri o altre iniziative simili anche sfruttando il neonato Moto Club Pista di Vairano.

Naturalmente queste sono solo nostre indicazioni: se ci fate sapere le vostre preferenze, esigenze, simpatie, ecc ci renderete più facile offrirvi prodotti e servizi sempre più efficaci e, naturalmente, se avete anche altre idee sono sempre le benvenute!


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32 Commenti »

  1. di giammatto0702 | 25 Gennaio 2012 h. 12:50


    - Sezione Prove: prove di moto usate con analisi di prestazioni, tecnica, costi, necessità di ricondizionamento, ecc.

    questo mi sembra un ottima idea considerando che il marcato dell’usato è in positivo

    nel forum renderei più facile l’iserimento di video e foto

  2. di benedetto12 | 25 Gennaio 2012 h. 12:59


    Gentilissimo
    il sito lo trovo veramente ben fatto , piacevole e ricco di contenuti….
    L’unica “pecca” è quella di doversi SEMPRE LOGGARE …
    Basterebbe aggiungere un “ricordami” e il gioco è fatto…..
    Per la rivista cartacea , la trovo bella , piacevole e divertente….. solo troppo striminzita….
    Io me la divoro praticamente in due giorni….
    Non sarebbe male aggiungere un po’ di contenuti.
    Saluti.

    Benedetto

  3. di f.consigli | 25 Gennaio 2012 h. 13:52


    suggerisco di togliere definitivamentel’accesso condizionato dalla password.
    Ritengo che debba essere un accesso libero agli iscritti, il vincolo della password spesso limita, anche solo per mancanza di tempo o per pigrizia, la fruibilità dei contenuti, con il risultato che la newsletter spesso non viene neppure aperta.
    Vi ringrazio per l’attenzione.
    Francesco.

  4. di donatoTDM | 25 Gennaio 2012 h. 14:00


    Direttore,
    la prego di non trascurare in futuro nella sezione Turismo, tra gli itinerari quelli del Sud.
    Ogni mese invano spero sempre di trovare qualche bel tragitto non troppo lontano da dove vivo.
    Grazie

  5. di moris131 | 25 Gennaio 2012 h. 15:09


    Trovo il sito Dueruote-Motonline di ottimo livello, ma devo confessare che risulta (almeno per me) limitante il fatto di doversi loggare (previa registrazione iniziale) anche solo per leggere un articolo.

    Tutto sommato, non si tratta di un forum, ma di una rivista online.

    Per questo motivo mi trovo a consultarlo raramente (anzi, avendo “perso” per l’ennesima volta le credenziali di accesso ultimamente non lo consulto proprio…).

    Tutto ciò, ripeto, senza aver nulla da eccepire sulla qualità, anzi!

  6. di multimarco | 25 Gennaio 2012 h. 15:31


    Motonline lo sfoglio dal 1° giorno che esiste ,l’unica rottura sono i 6 argomenti che scorrono nella homepage ,per selezionarli è peggio che giocare a Super Mario….cogli l’attimo!
    Per il resto tutto OK

  7. di pistone88 | 25 Gennaio 2012 h. 16:01


    nelle prove moto dovete anche aggiungere i prezzi ufficiali dei tagliandi e dei principali pezzi di ricambio… dico questo perchè la moto non si per passione ma anche con il portafoglio…. P.S. mettete anche i consumi nei tre tipici usi: città, extraurbano e autostarda con percorsi prestabiliti

  8. di federico.bonino | 25 Gennaio 2012 h. 16:13


    io consiglierei (visto che almeno a me interessa molto) di implementare ulteriormente sia il sito che la rivista nel settore turismo sia come nuemro di itinerari sia come informazioni (cartine, indicazioni percorsi ecc..)

    grazie e saluti

    P.S. complimenti!!!

  9. di TREX0309 | 25 Gennaio 2012 h. 16:53


    Quello che curerei in particolare sarebbero le pagine dedicate al turismo con ampie proposte e suggerimenti e dal mio punto di vista un Vs plus rispetto ad altre testate.
    Troppo ciarpame sulla comunity…troppe pagine senza nessuna utilità.
    Pochi spunti per rivista ma ben più argomentati.
    Comparativa abbigliamento, comparativa gomme, ecc..ecc..
    Spunti di guida sicura su rivista, corredati di foto.
    Ecco alcune idee da sviluppare, che gradirei vedere sulla rivista e anche online.
    Troppo macchinoso il LOGOUT e non sempre disponibile, da migliorare.
    Grazie.

  10. di andrea.giusti1964 | 25 Gennaio 2012 h. 20:09


    mentre per il forum lascerei la formula del login (con password e nickname) per la parte della rivista online la toglierei; se voglio leggere una o più notizie devo per forza essere loggato e a lungo andare può essere fastidioso visto che comunque è una rivista online!
    la qualità non si discute sia online che su carta!

  11. di borbru | 25 Gennaio 2012 h. 20:22


    Parlo sopratutto della rivista cartacea.A mio parere andrebbero aumentate le prove degli scooter in quanto sono parte prevalente del mercato, mentre in alcuni numeri non ci sono test aventi per soggetto questo tipo di motoveicoli. Chairamente i puristi grideranno allo scandalo, ma la realtà é quella. E non dimentichiamo che l’approccio allo scooter é spesso l’inizio di una passione per le due ruote. Certo non hanno le marce, ma fanno i numeri nelle vendite. Altro argomento che introdurrei é un pizzico di articoli sulle moto del recente passato, per stuzzicare un pò il desiderio di conoscenza. A quelli che diranno che ci sono già riviste specializzate nel settore io rispondo che neppure la più diffusa delle testatenazionali ha rinunciato agli articoli concernenti il passato delle due ruote. E per finire perchè non parlare di modellismo a due ruote? Quattroruotine non ne parla proprio, la fiera di Norimberga é vicina…

  12. di mec0508 | 25 Gennaio 2012 h. 20:23


    Consiglierei delle prove sulle gomme (vari tipi e varie case), in cosiderazione del costo e della durata.

  13. di pomponeforever | 25 Gennaio 2012 h. 23:07


    Sarebbe interessante che le foto pubblicate negli articoli fossero scaricabili in alta risoluzione

  14. di pomponeforever | 25 Gennaio 2012 h. 23:09


    periodicamente allegate alla rivista dei poster relativi alle corse (SBK-MOTOGP-ecc..).saluti

  15. di s.doneda | 25 Gennaio 2012 h. 23:44


    Suggerisco di segnalare i luoghi di produzione di moto ed abbigliamento. Chiediamo ai risparmiatori di investire in BTP per sostenere l’Italia e poi magari spendiamo in prodotti di altri paesi: non sono contro la globalizazione, ma a favore di un consumo più consapevole.
    Un lampeggio
    Stefano

  16. di fairing | 26 Gennaio 2012 h. 00:04


    io credo che la stragrande maggioranza dei “motociclisti veri” che usano la moto da una vita in tutte le stagioni, più che sapere come si comporta un mostro da 305km/h in pista con una certa taratura della forcella, o se con certi penumatici si può abbassare di 1” il record sul giro con la stessa superbike, o se con un particolare scarico si possono tirar fuori 182 cavalli da un motore che ne ha già 178 …. preferirebbe 1)avere consigli su come vestirsi ogni giorno per andare al lavoro con le più varie condizioni climatiche, 2) come accessoriare la moto per portarsi appresso la moglie in vacanza, 3) quale interfono funziona meglio per comunicare con gli amici quando si va in una escursione “fuoriporta”, 4) quali itinerari attorno alla sua città gli consentono di divertirsi con qualche bella strada tortuosa, godere di punti panoramici, mangiare ad un buon ristorante, e tornare soddisfatti a casa la domenica pomeriggio, 5) quale tipo di abbigliamento può dargli una migliore protezione in caso di pioggia, freddo gelido, o caduta, magari indossando sotto questo la giacca e cravatta con cui presentarsi una volta arrivato al lavoro, 6) quali caschi gli consentono (oltre alla normale sicurezza di base) una silenziosità ed una ventilazione che gli garantiscono il maggior confort nell’utilizzo quotidiano, al di là di grafiche da campioni del mondo e di aerodinamiche da 320 all’ora che solo per questo si fanno pagare 900 euro! 7) quali GPS si possono usare con tranquillità e sicurezza sulla propria moto, senza arrivare ai Garmin da 900 euro proposti da BMW.
    Diciamoci la verità: ma su 100 motociclisti, quanti vanno in autostrada oltre i 130 km/h? quanti usano ogni mezza giornata libera per vestirsi con tuta di pelle e stivali ed andare a strusciare le ginocchia sulle curve della pista più vicina? su 100 motociclisti che vi leggono, quanti hanno mai avuto veramente il coraggio di superate la barriera dei 200 (mi limito ai 200) km/h in una normale autostrada? Quanti hanno speso 50,000 euro per modificare o personalizzare una HD già pagata di partenza 20,000 euro?

    E’ vero che ciò che ci tiene attaccato il sedere alla sella della nostra amatissima moto in ogni stagione è la passione, e che la passione implica sempre una dimensione di sogno …
    ma il sogno è sapere come si comporta in pista la nuova BMW S1000 RR (che praticamente nessuno di noi si comprerà mai: quante ne vendono in Italia in un anno?)

    Ma la realtà di tutti i giorni è affrontare la pioggia, il caldo, il freddo, scegliersi un bel percorso per il week-end o le vacanze adatto al proprio mezzo, ed è qui che ci dovete guidare e consigliare.

    un altro grande problema sono i pericoli del traffico e delle strade specialmente urbane che ovviamente non sono liscie e pulite come le piste da competizione: allora, andate a provare questi benedetti ABS , ripeto non in pista per vedere se si riesce ad abbassare il record sul giro con la nostra naked o sport-tourer (ma che ce ne frega?!!!) bensì andate su un viale alberato nella bassa padana o sul lungotevere di Roma quando il manto stradale è pieno di foglie che stanno marcendo miste a guano di uccelli migratori, provatelo sul pavè bagnato di Bologna o sulla terribile piazza Venezia di Roma per vedere se inchiodando una moto da 230 kili si riesce a rimanere in piedi grazie all’ABS, fateci vedere se un “povero disgraziato” che deve rientrare in una notte di nebbia da Milano a San Vittore Olona ci vede veramente meglio con i fari allo Xenon o con i faretti supplementari prodotti dalla famosa ditta X!!! Questi sono i consigli di cui abbiamo bisogno noi motociclisti per passione, motociclisti quotidiani, e non corridori professionisti.

    E ben vengano i vostri corsi di guida sicura! una iniziativa ottima che aiuta i principianti, i medi e gli esperti a migliorarsi. Ma non tutti abitiamo in provincia di Vairano!!! perchè non prevedete un calendario di corsi (comunicato con congruo preavviso e magari soggetto ad un minimo di adesioni confermate) che porti i vostri lodevoli corsi in tutte le regioni d’Italia (tanto siamo pieni di autodromi)?

    Scusate la lunghezza del mio commento e vi ringrazio per la pazienza.

  17. di gatidico | 26 Gennaio 2012 h. 00:09


    Io punterei anche su altre realtà del mondo moto non solo le giapponesi o europee non tutti sono disposti a spendere decine di migliaia di euro anche adesso con questa crisi ci avviciniamo a standard da india o brasile in potere di acquisto .Articoli su moto come jawa o sym wolf o altre moto del genere non sono io a decidere sarebbero utili, anche su moto tipo cafè o custom insomma di elogi a bmw o ducati ne sono pieni i giornali e anche le tasche. Essere sinceri fare articoli veri sui consumi reali di tutte le moto e compararli non sarebbe male, indire un referendum su quali cilindrate sarebbero utili o modelli.Non solo freddi articoli dettati dal marketing quelli li fanno tutti ora che i soldi non ci sono più mettiamoci il cuore.

  18. di oldgringo007 | 26 Gennaio 2012 h. 00:59


    Concordo con la pecca di doversi sempreloggare. Mi piacciono gli accessori per poter personalizzare la mia moto, quindi vorrei più servizi sugli accessori after marcket, sul loro montaggio, reperibilità e sicurezza. Magari anche qualche pagina sul fai da te che in tempi di crisi non guasta.

  19. di alexst2 | 26 Gennaio 2012 h. 11:24


    Personalmente trovo importante l’informazione sulle normative, anche se vorrei che le critiche che a volte vengono mosse trovassero un qualche riscontro dagli organi competenti; in alternativa ci parliamo addosso.
    Qualche eccesso in qualche blog veramente inutile. Per quanto riguarda gli articoli su abbigliamento ed accessori, invece di fare solo pubblicità riportando le poche foto e le schede tecniche fornite dai produttori sarebbe più utile fare delle prove comparate.
    Adoro le vecchie moto, molto più affascinanti delle recenti ipetrofiche, pertanto mi piacerebbe più spazio alle prove dei vecchi modelli e possibilmente alle special.
    Per quei romantici che decidono di rimettere in sesto vecchie glorie non sarebbe male dare anche le indicazioni per trovare i pezzi compatibili.
    Assolutamente da bandire la pubblicità delle autovetture, capisco i vostri legami editoriali ma chi va su un sito che parla di moto lo percepisce come un pugno in un occhio.

  20. di kajno | 26 Gennaio 2012 h. 12:04


    quoto ASSOLUTAMENTE il commento di fairing | 26 Gennaio 2012 h. 00:04
    penso che, anche se si è dilungato, abbia centrato appieno l’argomento…. sono convinto che possiate indirizzarvi anche su questa strada….

  21. di kajno | 26 Gennaio 2012 h. 12:06


    … e poi stà password…. ogni benedetta volta che si deve scrivere o continuare a leggere un articolo veramente sembra di giocare con supermario brossssss……. e metteje la password …e tojeje la password….. io je la tajerei sta password…. LOL

  22. di billociccio | 26 Gennaio 2012 h. 15:27


    In effettiii :-)))
    il dover essere loggati per poter leggere gli articoli,
    è proprio un bastone che vi mettete tra le ruote da soli!!! :-))
    Se la lettura degli articoli fosse free… uno lo legge, si interessa e,
    magari, si iscrive per fare un commento o partecipare!
    (io…. anche se ovviamente “moderata”…. lascrei libera anche la sezione commenti)
    Tanto… la conta degli accessi a fini pubblicitari…. si può fare lo stesso! ;-)

  23. di cavain 17 | 26 Gennaio 2012 h. 15:48


    - Sezione Prove: prove di moto usate con analisi di prestazioni, tecnica, costi, necessità di ricondizionamento, ecc.
    Questa è una bella proposta… per esempio nell’ultimo moto avete analizzato la “vecchia” aprilia tuono, se magari al posto di due facciate ne avreste aggiunte altre due o di più, sarebbe stato davvero interessante… magari con una vostra vecchia prova del modello analizzato…
    - Proposte di viaggi e itinerari in gruppo
    Quaeste è ovvio che fanno sempre piacere…

  24. di vivalasbronza@hotmail.com | 26 Gennaio 2012 h. 18:04


    Per favore, risparmiateci i video nella homepage. Bloccano tutto rendendo uno strazio la visita dei siti.

  25. di tomcat0605 | 26 Gennaio 2012 h. 18:34


    Io sarei per incrementare il mototurismo e soprattutto fare delle serie comparative sull’abbigliamento tecnico

  26. di AleLago0502 | 26 Gennaio 2012 h. 18:37


    In effetti la password è una rottura.
    Non dico di eliminarla ma fare in modo che la si debba digitare una volta sola.
    In alternativa abilitare una funzione di tipo “ricordami” che non ti debba ogni volta fare la domanda.
    Per quanto riguarda il turismo due punti:
    Oltre che hai GPS, sarebbe utile che il percorso venga salvato anche in modalità Google Map. E’ semplice, va bene a tutti (mentre per i GPS bisogna farlo almeno per ogni marca) e permette di vedere in street-view i punti di interesse.
    Spesse volte nelle foto delle prove di vedono scorci interessanti. Sarebbe opportuno mettere una didascalia che indichi dove è stata scattata la foto. O almeno indicare nella prova la zona presso cui si è svolta la sessione fotografica.

  27. di rd0303 | 26 Gennaio 2012 h. 18:47


    Buone idee, mi piacciono soprattutto quelle sotto la voce “altre iniziative”.

  28. di skared | 26 Gennaio 2012 h. 20:38


    prima di tutto complimenti sia per il giornale che per il sito!
    comunque a mio parere le poche migliorie da apportare sul giornale sono:1dare uno spazio a prove e guide all’aquisto dell’usato piu ampio.2 prove prolungate(30-40000km)per testare l’affidabilità e i costi di tagliando e varie riparazioni dei diversi tipi e marchi di moto.3questo è solo un capriccio ma per me la rivista è troppo “sottile” la finisco in pochi giorni. sul sito invece solo modifiche di dettagli come il riprtersi del login e la velocita dei sei argomenti che scorrono sulla home page….non si ha il tempo di leggerli e a volte di cliccarli.saluti e ancora complimenti

  29. di nickinhonda | 26 Gennaio 2012 h. 21:03


    A mio parere concordo con chi vorrebbe maggior attenzione per l’usato.
    Sarebbero utili articoli che riportano la quotazione , l’affidabiltà, le prove effettuate dalla rivista per le moto del mercato dell’usato.
    Magari anche prove di lunghi chilometraggi (5/10.000km) con una determinata moto (o scooter) riportando i costi di gestione, di manutenzione affrontati e gli eventuali inconvenienti o rotture riscontrate.
    Grazie per il Vostro impegno.

  30. di Chiasa | 26 Gennaio 2012 h. 22:15


    Sarebbe fantastico poter ricevere i commenti direttamente dai piloti del Moto GP su alcuni argomenti, domande, constatazioni, o quant’altro si voglia almeno una volta al mese. Naturalmente sarà la vostra redazione a carpire le argomentazioni opportune da inviare ai piloti. Importante secondo il mio parere anche per coinvolgere tutti i fans delle 2 ruote a sviluppare nuove amicizie. Lo sappiamo tutti che i motociclisti sono amici in tutto il mondo e sono proprio quelli che quando c’è da aiutare qualcuno lo fanno sempre. A livello emotivo anche per i piloti rispondere a motociclisti e non ai soliti giornalisti possa portarli a caricarli positivamente, magari chi lo sa, forse possiamo contribuire anche noi a creare un buon clima laddove ci sono stati dei problemi. Il futuro è ricco di opportunità e degno di essere creduto e vissuto. Tutti noi abbiamo sempre desiderato guidare una moto, avere i nostri idoli, vedere in televisione le gare quando sono lontane, altri magari si accontentano di vederle in televisione, ma tutti vogliamo sentire lo stesso rombo: le nostre Moto Gp con i loro “Fantini”.

  31. di stefano.g63 | 26 Gennaio 2012 h. 22:25


    Io suggerirei un rubrica sulle moto d’epoca e confronti tra moto di ieri e di oggi,anche per vedere se il progresso tecnologico è sempre un vantaggio o se nè puo’ fare a meno e ridurre i costi!

  32. di brunar | 27 Gennaio 2012 h. 20:24


    Mi piacerebbe che pubblicaste un programma di allenamento in palestra,
    qualcosa di semplice ma efficace,adatto anche a femminucce come me,
    qualcosa che sia adatto a chi gira in pista o fa motocross o…sogna di fare la “Parigi-Dakar”…qualcosa di adatto a chi non ama particolarmente la palestra ma adora la moto e se la palestra può aiutare magari diventa più piacevole faticare un po.
    Grazie di tutto. Bruna.

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Dueruote e la sicurezza

Diminuire la pericolosità di moto e scooter (soprattutto di questi ultimi nel traffico cittadino) è un imperativo imprescindibile, soprattutto se si pensa con un minimo di prospettiva al futuro delle nostre amate due ruote. Gli elementi che interagiscono per salvaguardare l’incolumità degli utenti sono innumerevoli: adozione di sistemi di sicurezza attiva (per esempio avantreni a doppia ruota o sistemi ABS per i freni), passiva (cellule di sicurezza tipo BMW C1, casco e protezioni in genere), eliminazione di elementi di pericolo e ostacoli (p.e. strisce pedonali sdrucciolevoli e guard rail a “ghigliottina”), prevenzione e repressione dei comportamenti imprudenti alla guida. Sono tutte cose note su cui informiamo e insistiamo spesso, ma dove non abbiamo la possibilità di un intervento diretto. Diverso è invece si parla di educazione e preparazione degli utenti: in questo campo da anni realizziamo corsi di guida sicura e, dal 2011, sulla nostra pista di Vairano abbiamo fondato insieme a FMI e BMW - e con la collaborazione di Peugeot e Metzeler - la Scuola Federale ASC, che organizza iniziative di questo tipo dedicate a moto e scooter.

Lo scorso anno ne abbiamo realizzati oltre 500, un successo importante che, però, è andato in buona parte a vantaggio delle moto, mentre i corsi con gli scooter hanno fatto più fatica a sfondare. Per il 2012 queste iniziative verranno ulteriormente rafforzate, è entrato un nuovo partner importante (Bosch, interessato soprattutto per quanto riguarda l’adozione e l’utilizzo dei sistemi ABS), metteremo a punto la tipologia dei corsi (ne parleremo presto), cercheremo nuove strade e nuovi sistemi di comunicazione soprattutto per (ri)lanciare le iniziative dedicate agli ascooter, sia per i più giovani al debutto sulle due ruote, sia per gli automobilisti che, per motivi di comodità e di velocità di spostamento nelle città, scelgono questo mezzo di trasporto. A disposizione metteremo la nostra pista con tutte le relative infrastrutture, quasi quaranta istruttori tutti di grande esperienza e tutti certificati FMI, un parco moto e scooter di tutte le tipologie necessarie (anche se ad alcuni corsi, a scelta, si può partecipare col proprio mezzo). Tornando agli scooter, sono convinto che corsi tipo quelli che proponiamo noi possano dare un contributo essenziale alla sicurezza, insegnando a giovani e meno giovani le basi per una guida corretta oltre che per riconoscere, evitare e - nel caso - gestire le situazioni di pericolo. Cercheremo di mantenere costi abbordabili per tutti e anche di creare, attorno alla nostra scuola, una community attiva da utilizzare in modo allargato, per esempio attraverso incontri di approfondimento, gite insieme per applicare “su strada” gli insegnamenti acquisiti in pista, turismo o altre iniziative. Il centro di questa community sarà il Moto Club pista di Vairano, a cui tutti i partecipanti vengono iscritti gratuitamente (se non sono già appartenenti ad altri MC affiliati FMI) per motivi assicurativi.

Questo è quello su cui stiamo lavorando per la prossima primavera. Se avete opinioni, consigli, esperienze di corsi da riferire o proposte, ben vengano: ne faremo tesoro!


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Opzioni anti-crisi

Se il mercato del nuovo nel 2011 ci ha dato solo dispiaceri, a parziale consolazione va rilevato che quello dell’usato invece ha continuato a crescere (+1,6% nel corso dell’anno), con un volume dei passaggi di proprietà ormai doppio rispetto alle prime immatricolazioni. Tradotto in numeri, questo significa che lo scorso anno sono passati di mano quasi 700.000 pezzi tra moto, scooter e 50cc, ”pescati” da un circolante che supera ormai ampiamente i 10 milioni di due ruote delle diverse tipologie,  di cui circa 6 milioni di mezzi targati e più o meno 4 di ciclomotori.
Un mercato così grande e vivace può certamente rappresentare una risorsa per chi, nonostante i portafogli sottilissimi dei nostri giorni,  non vuole rinunciare alla moto e continua sognare  viaggi bellissimi, nei dintorni di casa o in cerca di avventure in terre lontane. Faccio riferimento ai viaggi in quanto il turismo rappresenta certamente una delle modalità più affascinanti e “intelligenti” di sfruttare moto e scooter come, per altro, confermato dalle classifiche di vendita che vedono stabilmente sul podio le enduro on-off. Certo, potersi permettere una pluricilindrica da 1000cc e oltre, nuova di trinca e dotata di tutti gli accessori, sarebbe l’ideale ma richiede investimenti, per molti del tutto proibitivi, dai 15.000 euro minimi a salire. Torniamo allora al nostro mercato dell’usato, e verifichiamo se invece esiste la possibilità di realizzare gli stesso sogni ma rimanendo all’interno di budget accettabili. Secondo la mia opinione la risposta è certamente positiva perchè, indagando un po’, non è difficile trovare modelli vecchi di qualche anno ma tecnicamente ancora attuali, con pochi km all’attivo e quindi in grado di consentire senza problemi  lunghissime percorrenze ai loro nuovi proprietari. Volete fare un esperimento? Provate a vedere tra le varie endurone on off monocilindriche (moto tra le le meno assetate in assoluto, oltre che le più economiche all’acquisto e in termini di manutenzione) che cosa si trova indagando sui modelli in vendita nel primo decennio di questo secolo. Ne risulta che, con investimenti compresi tra i 1.000 e i 3.000 euro, si possono recuperare modelli ancora validi e in ottime condizioni, con precorrenze totali davvero ridotte, dell’ordine dei 20.000 km o meno. Mi riferisco, e solo come esempio per citare le più diffuse, alle Yamaha 660, alla famiglia F di BMW,  alle Aprilia Pegaso, alle Honda Dominator o alle Suzuki Freewind. Insomma, spendendo poche migliaia di euro vi si apriranno di fronte orizzonti senza limiti… e non è detto che non vi mettiate dietro qualche prestigiosa pluricilindrica, imbottita di cv ma appesantita da un centinaio di kg di peso in più!

Che ne pensate di questa ipotesi “anti crisi”? Chi già l’ha adottata può raccontarci la sua esperienza? Nell’attesa, a tutti  auguri di buoni acquisti e di buon viaggio.


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Segnali di segno opposto

Appena rientrato in redazione dopo la pausa di fine anno, mi sforzo di vedere e di interpretare i primi segnali (contraddittori) che propone questo 2012 da poco iniziato. Tanto per toglierci subito il dente, iniziamo da uno negativo. Riguarda lo sport ed è la notizia che -  per ora  -  perso Petronas la Yamaha MotoGP è priva di main sponsor.

Brutta storia: senza il contributo decisivo della pubblicità c’è il rischio di altre rinunce da parte dei big, dopo quelle già avvenute di Kawasaki prima e di Suzuki poi alla fine della passata stagione. Considerato che le squadre ufficiali sono solo quelle di Honda, Yamaha e Ducati - e che quest’ultima ha le sue belle gatte da pelare per tornare vincente insieme a Valentino Rossi - la griglia di partenza della MotoGP non è in grado di reggere altre defezioni, soprattutto in questo difficile passaggio verso le CRT.  Sono convinto che una soluzione si troverà, ma questo episodio dimostra che siamo davvero al limite di rottura, e che la stagione di gare 2012 dovrà essere una stagione di svolta sotto tutti i punti di vista (regolamenti, accordi con la Superbike per evitare sovrapposizioni e di rubarsi a vicenda le poche risorse disponibili, ecc.) se vogliamo garantire un futuro a questo sport.
Tra le buone notizie metto invece il successo di presenza dei più prestigiosi customizer internazionali al Motor Bike Expo di Verona che si terrà nel week end del prossimo 20-22 gennaio. Vedremo come risponderà il pubblico, ma questo resta il segno di una passione immutata e che può trovare sfogo nel mondo delle trasformazioni, visto l’inevitabile declino delle hypersport stradali e affiancando il turismo, attualmente l’ ambito di maggior successo per le due ruote.
Altra buona notizia è che il mercato dell’usato continua a tirare, al punto che i passaggi di proprietà hanno ormai stabilmente superato come numero quello delle prime immatricolazioni. E’ un altro segnale di una voglia di due ruote che, nonostante la crisi, continua a covare intatta sotto la cenere… Infine c’è da segnalare che stanno per arrivare nelle concessionarie alcuni modelli innovativi e di grande appeal che potranno aiutare a tonificare un po’ le vendite del nuovo. Mi riferisco, per esempio, alla famiglia dei bicilindrici Honda 700 con cambio automatico a doppia frizione, ad alcune fun bike come le KTM Duke 125 e 690 o alla nuova Husvarna Nuda 900, al rinnovato Yamaha TMax 530 e ai debuttanti BMW in campo scooter. Certo, perchè il nuovo ricominci a “tirare” serve che migliorino le condizioni economiche generali del nostro Paese ma, anche, serve il ritorno di un po’ di fiducia nel futuro e di un po’ di ragionevole e motivato ottimismo.

Non dispero e resto alla finestra a osservare con interesse e attenzione quello che accade. Insomma, la mia analisi dei “segni” continua: segnalatemi - se volete -  anche quelli che vedete (o intravvedete, o sperate… fate voi!) dai vostri personali punti di osservazione, belli o brutti che siano. Se finalmente un po’ di fortuna ci assisterà, vedremo chi sarà il primo ad avvistare la “terra”… 

 


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Auguri!

Questo è il mio ultimo blog dell’anno 2011 che si avvia velocemente alla sua naturale conclusione. Che dire? Certo è che, se devo tirare le somme, sono di gran lunga più numerosi fatti, avvenimenti e situazioni negativi rispetto a quelli che posso ricordare con un sorriso. Anzi, a essere proprio sincero mi sembra che il 2011 si piazzi benissimo nella top five degli anni peggiori di cui ho memoria, e anche solo circoscrivendo l’analisi al nostro mondo! Quindi è forse meglio passarlo nel dimenticatoio e guardare in avanti, cercando di compensare con l’ottimismo del cuore il pessimismo della ragione che, di questi tempi, domina sovrano. Tutto sommato mi accontenterei di poter passare qualche mese a lavorare serenamente ai progetti vecchi e nuovi di cui mi occupo, senza l’incubo continuo del default dei debiti sovrani, dello spread, del crollo dell’Euro, delle crisi di liquidità delle banche e chi più ne ha più ne metta. A disturbarmi, in particolare, è che questa crisi finanziaria non ha sempre protagonisti o colpevoli riconoscibili ma, in molti casi, quello che accade viene fatto risalire a entità senza volto che rispondono al nome di mercati, speculatori, finanziarie… In definitiva la sensazione è di essere in balia di meccanismi in gran parte sconosciuti (almeno al sottoscritto, ma credo di essere in buona compagnia!) che ci si sente impotenti a controllare e a contrastare, e tutto questo crea una grande sensazione di insicurezza. Ma so anche che, come recitava il titolo di un vecchio film, “La vita non è un fiume tranquillo”, nel senso che è sbagliato pensare che, preso un certo andazzo, le cose poi proseguiranno in eterno su quella strada.

Questo vale per i momenti positivi ma, fortunatamente, anche per quelli negativi, e allora non rinuncio a sperare che il 2012 riuscirà a portarci qualche bella sorpresa che ci aiuti ad uscire dall’attuale situazione. Ed è con questa speranza che saluto i navigatori del nostro sito e i visitatori di questo blog augurando a tutti, a nome mio e della redazione, di trascorrere un Natale sereno e di poter iniziare nel modo migliore l’anno nuovo in arrivo.

Un lampeggio!


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Sport, tecnologia e spettacolo

Infuria la polemica sulle CRT, i modelli con motore “derivato di serie” che, con la motivazione del contenimento dei costi, in MotoGP si cerca di sostituire ai tradizionali prototipi. Per sbrogliare la matassa, però, a questo punto bisognerebbe capire che cosa sono e che cosa rappresentano oggi le gare di moto della massima categoria. Partiamo dal passato: sino ad alcuni decenni orsono queste competizioni erano il banco di prova dove le Case testavano le loro tecnologie di punta, tecnologie che venivano poi trasferite alla produzione di serie. Insomma, in termini di marketing il discorso era: se una Casa vince nel motomondiale, sicuramente sarà in grado di produrre modelli per il pubblico migliori di quelli della concorrenza. Per intenderci, se Honda non avesse fatto correre negli anni ‘60 gioielli come la sua mitica 125 4 tempi a 5 cilindri, probabilmente non sarebbe riuscita a mettere in produzione la CB 750, non avremmo quindi motori a quattro cilindri di serie e lo stesso discorso potrebbe valere per freni a disco, nuovi sistemi di sospensione, ecc.

Ma oggi questo trasferimento di tecnologie si è arrestato o, quantomeno, è meno evidente. In alcuni casi poi il traferimento è addirittura inverso, perchè sono certe soluzioni della produzione di serie che vengono accolte dal mondo delle competizioni. Tanto per fare alcuni esempi, se i controlli elettronici di trazione arrivano certamente dalle gare, sistemi come l’ABS stanno seguendo il percorso inverso, e lo stesso penso che avverrà per i cambi automatico/sequenziali. In conclusione, che una Casa vinca in MotoGP oggi non significa più automaticamente che produca di serie motociclette migliori…. In compenso, col passare degli anni è cresciuto in modo esponenziale l’aspetto spettacolare di queste gare, tanto che la MotoGP è diventata un punto fermo e importante dei palinsesti TV.

In più, a causa di questa evolzione il fulcro dell’interesse non sono più le Case produttrici come era una volta ma i piloti, che si sono trasformati in personaggi mediatici.

E catalizzatore di questa evoluzione è stato certamente Valentino Rossi, che ha avvicinato al nostro sport target nuovi e un tempo del tutto disinteressati alle due ruote. Ma l’impatto sul pubblico più vasto di questi personaggi è ormai tale da creare vere mobilitazioni collettive, tipo quelle a cui abbiamo recentemente assistito con la morte di Marco Simoncelli. A questo punto, se lo spettacolo è ormai preponderante sulla tecnica, non è più tanto importante che le moto rappresentino l’estrema punta dell’evoluzione tecnologica, quanto che, con costi sopportabili, mettano in grado un numero di piloti il più alto possibile di battersi ad armi pari. In realtà questa strada è già seguita in USA da anni, dove le formula Indy corrono con motori derivati di serie, ci sono limiti all’utilizzo dell’elettronica e dei materiali speciali, addirittura le scocche sono uguali per tutti!

Quindi, visti anche i tempi grami sotto l’aspetto economico, ben vengano le CRT, purchè ci siano regolamenti chiari e vengano eliminati campionati misti con prototipi e derivate di serie insieme, a scapito di queste ultime che così non sono competitive, e non sono quindi attrattive per i team (e, soprattutto, per gli sponsor) nonostante richiedano, almeno in teoria, investimenti più ridotti. In sintesi, troverei del tutto accettabile una MotoGP che utilizzi motori derivati di serie lasciando libero tutto il resto. Abolirei anche alcuni eccessi dell’elettronica (per esempio lo scambio di dati moto-box-moto - gps - ecc durante le gare) ed alcuni materiali speciali (carbonio o certi composti ceramici) che fanno salire i costi alle stelle.

E poi che vinca il migliore… vi divertireste anche voi o ritenete invece assolutamente indispensabile che si debba rimanere sulla formula dei prototipi “puri”?


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Corsi e ricorsi della storia

 

Guardavo in redazione le foto di due supermotard di recente presentazione, l’Husqvarna Nuda 900 e la KTM Duke 690. In realtà questa “attribuzione di categoria” è alquanto impropria, visto che non si tratta di modelli da competizione, ma di nude con linee e posizione di guida ispirate alla famiglia delle supermotard. Avevo anche una sensazione di deja vu, che non mi è passata finchè non mi sono tornati in mente alcuni modelli del passato che, allora, credo si definissero fun bike.

 

 

 

In pratica, si trattava di moto di normale produzione con la carrozzeria ridotta all’osso e il manubrio alto, di solito destinate al mercato USA dove contava di più far scena e stracciare un po’ di pneumatici ai semafori che andar forte davvero. Ne vedete una nella foto sopra, una versione definita “Dinamite su due ruote” della Norton Atlas 750 e importata negli stati Uniti dai fratelli Berliner, gli stessi che chiesero e ottennero dalla Ducati la realizzazione delle Scrambler monocilindriche.

 

 

 

Continuando a far mente locale, mi sono poi ricordato che l’ispirazione di questi modelli veniva da qualli usati nelle gare di dirt track  (vedi sopra la BSA da competizione e il modello da strada a cui diede l’ispirazione) o di cross, come la BSA 441 Victor della foto sotto, venduta nella seconda metà degli anni ‘60 e derivata da un  modello plurivincitore dei campionati mondiali (1964 e 1965 con Jeff Smith) prima dell’avvento delle 2 tempi.

 

 

Insomma, sostituite le gare sugli ovali di terra battuta con quelle, tutto sommato abbastanza assimilabili,  della categoria supermotard, a quanto pare la storia tende a ripetersi!

 

 

Chiudo con la BMW R 80 ST dei primi anni ‘80, derivata dalla GS nata sulle piste della Parigi-Dakar: come si vede ci sono corsi e ricorsi storici, e ben vengano soprattutto se, come nei casi che ho illustrato, ne derivano delle gran belle moto!

 


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Passione e vecchie trappole

Per un servizio fotografico che troverete sul prossimo numero di Dueruote, mi è stato chiesto di utilizzare il mio vecchio Ducati Scrambler 450, un esemplare in condizioni da concorso che ho fatto restaurare oltre 10 anni orsono e che mi ha poi accompagnato in avventure divertenti, dal Giro d’Italia alla Coupes Moto Legende sulla sopraelevata di Montléry presso Parigi. Gonfiati i pneumatici, caricata la batteria e pulito il getto del minimo (il gioiello giaceva fermo da qualche mese…) ho eseguito tutta la procedura d’avviamento per questo modello, da sempre considerato assai ostico da accendere.

Ora, ci crediate o no, lo Scrambler si è avviato al primo colpo, sparando scoppi e risucchi per tutto il parcheggio della casa editrice e facendomi fare un figurone.

Poi, passato questo istante di goduria, mi sono reso conto di come l’evoluzione tecnica stia correndo e come, ogni anno che passa, il mio mono stia drammaticamente invecchiando, passando da arzilla vecchietta a moto d’epoca, per arrivare oggi a essere quasi un pezzo da museo. E’ stato come un flash mentre, per me in modo del tutto automatico (di queste moto ne ho avute tre, due all’epoca loro più quella attuale) eseguivo la complessa e ormai del tutto anacronistica procedura di avviamento: moto sul cavalletto centrale, apertura dei due rubinetti della benzina, cavalletto laterale aperto (se no in caso di contraccolpo la frattura di un paio di dita dei piedi  è garantita), contatto aperto, manettino dell’aria sul manubrio tirato al massimo, acceleratore a zero, pedalata per mettere il pistone in compressione, azione ben calibrata sul manettino del decompressore per superare il Punto Morto Superiore, pedalata decisa e finalmente (se tutto è a posto) si parte.

Il “se tutto è a posto” riguarda soprattutto la fase dell’accensione che deve essere perfetta, fatto non facile da realizzare visto che non esiste sul motore nessun riferimento utile a questo fine, e servono quindi comparatore, disco goniometrico, qualche attrezzo dedicato e un bel po’ di pratica… Poi, sempre e solo per esperienza acquisita si sa di quanto deve essere aperto il gas per accendere il mono quando è già caldo: se non lo sai ti puoi spolmonare per ore ma non sentirai neppure l’accenno di uno scoppio, salvo poi essere sparato per aria da un micidiale contraccolpo della pedivella d’avviamento per aver ingolfato il tutto… Ah, prima di partire meglio ricordare che il cambio è a destra e con la prima in alto, che i freni a tamburo più che altro rallentano, che la frizione non è rotta, è solo dura perchè ai tempi si costruivano così… Oggi, invece, basta pigiare un pulsante e ci si avvia senza problemi: comodo è certamente comodo e, nell’uso quotidiano, mi va benissimo così e senza nessuna nostalgia dei bei tempi andati. Però quel tanto o poco che oggi so delle moto, e che mi ha consentito di intraprendere questo mestiere, lo conosco proprio perchè i mezzi rudimentali di alcuni decenni orsono ti obbligavano, pena restare per strada una volta su tre, a conoscere la meccanica, la diagnostica dei guasti, il principo di funzionamento di carburatori e accensioni, a saper tenere in mano con cognizioni di causa chiavi inglesi e cacciaviti (i fili del gase della frizione si rompevano con frequenza impressionante). Guasti a parte, c’era poi una manutenzione continua da effettuare: cambio olio ogni 1500-2000 km, oliatura e tiraggio della catena ogni 500, idem per le puntine d’accensione… Insomma, oggi la vita è certamente più comoda ma, forse, erano anche queste difficoltà che ti obbligavano a conoscere sin nei dettagli la tua moto facendo spesso scattare il meccanismo della passione, proprio quella passione che oggi sembra mancare, e che è invece uno dei principali catalizzatori per tenere sempre acceso e far girare tutto il nostro mondo!

Domanda: non è che l’eccesso di facilità d’uso e d’affidabilità, che rischia a volte di trasformarci da appassionati in semplici consumatori, ci ha un po’ addormentato il cuore e l’anima?


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Calano gli incidenti

Come risulta da un’analisi statistica presentata in questi giorni da ACI-ISTAT, nel 2010 gli incidenti su due ruote in numero assoluto sono diminuiti. Si tratta di un dato confortante anche se, ancora una volta, è stata dimostrata la pericolosità degli ostacoli accidentali o fissi sulla strada (per esempio i guardrail del tipo “a lama”) che, nell’anno esaminato, hanno provocato ben 103 vittime! Tornando ai dati che sono stati comunicati, i veicoli a due ruote coinvolti in incidenti sono risultati 74.367, con una riduzione del 9% rispetto al 2009. Le vittime su ciclomotore (203) sono scese del 4,2%, mentre è ancora più sensibile il calo dei feriti, che hanno fattto registrare una diminuzione del 16,9%.

Le vittime su motocicli e scooter targati sono ammontate invece a 943 unità con una riduzione del 9%. Meno sensibile, ma comunque positiva, la contrazione del numero dei feriti scesi del 5,5% rispetto al 2009. Considerando le fasce d’età, risulta che gli utenti di motocicli di età compresa tra 18 e 29 anni sono stati coinvolti in incidenti in misura inferiore rispetto all’anno precedente (-16%). Tra i 30 e 44 anni la riduzione è stata del -5,9% e per gli utilizzatori di ciclomotore tra 25 e 44 anni del -32%. Una nota positiva è venuto anche dal dato sul coinvolgimento di persone trasportate: i passeggeri deceduti a causa di incidente sono infatti diminuiti del 14,4%. In definitiva, il numero delle vittime su motociclo è in costante riduzione dal 2007, anno in cui si regiastrò il valor più alto, con 1182 decessi. Ancora più positivo il trend dei ciclomotori, che dal 2003 fanno registrare una costante contrazione della mortalità, con addirittura un - 56% negli ultimi sette anni.

Questi i numeri e non possiamo che rallegrarci del fatto che siano, per una volta, positivi. Va solo precisato che queste percentuali, per poter essere interpretate correttamente, andrebbero parametrate alle variazioni della dimensione del parco circolante e del totale di km percorsi dagli utenti. In più, in qualche caso dipendono anche dal calo di vendite di alcune categorie (vedi il caso dei 50 cc). In ogni modo lasciano aperte domande che meriterebbero una risposta urgente. Per esempio:
1) Cosa si aspetta a intervenire su guard rail e altri ostacoli visto che sono la causa nota di un gran numero di decessi e di feriti gravi?
2) Perchè le polizze R/C non dimiuiscono in proporzione alla sinistrosità? Per esempio, nei 50 cc le vittime sono più che dimezzate negli ultimi 7 anni e allora, chi deve intervenire perché non si da una mossa?

3) Se gli incidenti sono diminuiti nonostante il visibile peggoramento delle condizioni del traffico, il merito credo si debba ascrivere anche alla migliorata sicurezza attiva dei mezzi in vendita e alla diffusione dell’abbigliamento protettivo: e allora perchè non si anticipa l’entrata in vigore di norme tipo l’obbligatorietà dei sistemi ABS di frenata (prevista nel 2017 e solo per gli over 125 cc) e non si incentiva e si promuove l’utilizzo di paraschiena e di altre protezioni? Se poi i quattrini che gli utenti spendono per patenti e patentini (inutilmente, è solo burocrazia, quei fogli di carta come sono congeniati oggi non danno alcun contributo reale alla sicurezza) fossero utilizzati per una vera e reale educazione stradale, oppure per corsi di guida sicura, sarebbe un ulteriore passo in avanti!

Non rinunciamo a battere sui questi tasti…


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L’Eicma e il mercato che verrà

Si può discutere se manifestazioni come l’Eicma appena conclusa appartengano a un mondo ormai superato o se abbiano ancora un significato importante per industrie e consumatori, certo è che questa 69° edizione ha certamente rappresentato un successo. Infatti, sono state più di 500.000 i visitatori che hanno visitato la Fiera,  risultato  ancora più significativo se si pensa che gli scorsi anni il Salone poteva contare in aggiunta sulle bici. Stessi risultati positivi per quanto riguarda gli operatori, in crescita come numero e davvero arrivati dai cinque continenti, e massiccia anche la copertura mediatica con oltre 6.000 presenze tra giornalisti, fotografi e operatori. Insomma, il settore delle due ruote si è dimostrato ben vitale e combattivo, come dimostra anche il numero di novità tornato “quasi” al livello degli anni d’oro. Certo non mancano le ombre (a voler utilizzare un eufemismo…), e mi riferisco soprattutto alla situazione del nostro Paese. In realtà non penso  tanto alla difficile situazione politica ed economica italiana su cui ci aggiornano in tempo reale tutti i media, quanto ad alcune particolarità  negative del nostro settore, che sono certamente legate alle specificità della nostra nazione, ma che vanno analizzate separatamente se si vuole iniziare a capirci qualcosa. Per esempio, un dato che mi colpisce particolarmente è la perdita di appeal delle due ruote nei confronti delle nuove generazioni, quelle dei telefonini, degli SMS e dei social network. Per loro le due ruote apparentemente esistono come commodity per gli spostamenti quando serve, ma non sembra proprio che che questi mezzi facciano scattare in loro la passione come accadeva con le generaziioni precedenti, quando per alcune le due ruote sono state addirittura un simbolo! Quali le cause? Più che i prezzi di acquisto (tra nuovo e usato si trovano occasioni adatte a qualsiasi portafoglio) mi sembra che giochino altri fattori: difficoltà burocratiche di accesso (costi e complicazioni per ottenere le patenti), costi di gestione troppo elevati (immatricolazioni e trapassi ma, soprattutto, assicurazioni), percezione di pericolosità di questi mezzi (in particolare da parte dei genitori), scarso appeal come “oggetto” da possedere. Riguardo ai primi punti servirebbe un deciso intervento delle istituzioni, che dovrebbero preoccuparsi di creare percorsi di educazione stradale reale e preoccuparsi davvero della sicurezza nel traffico, non di tutelare questa o quella corporazione o questa o quella burocrazia. Il terzo punto, la mancanza di appeal,  è più complesso, in quanto coinvolge aspetti emozionali e motivazionali non semplicissimi da individuare. Però, cercando (faticosamente, data l’età…) di mettermi nei panni di un teen ager di oggi mi chiedo: ma i mezzi proposti attualmente soddisfano davvero le mie esigenze di spostamento, sono competitivi rispetto ad altre alternative, sono realizzati come li vorrei (ovvero adatti a tutti, intuitivi e facili da utilizzare), solleticano il mio gusto estetico e il mio edonismo, riflettono su di me un’immagine positiva che possa “giocare” nei rapporti sociali?

Immagino che la risposta a un bel po’ di queste domande sia negativa e, in effetti, se guardo l’offerta dei listini, salvo eccezioni trovo mezzi utilitari e un po’ tristi da una parte e mezzi di fascino ma costosi e specialistici dall’altra. Insomma, anche sul prodotto mi sa che c’è ancora tanto da lavorare e, il difficile, è individuare la direzione verso cui indirizzare progettualità e fantasia. E’ un argomento vasto e complesso su cui certamente ritornerò, intanto però vorrei iniziare a raccogliere qualche idea e qualche impressione. Volete aiutarmi?


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