La Grecia che amo

La crisi greca, purtroppo, da tempo occupa le prime pagine di tutti i giornali: ci sono  enormi difficoltà interne, la sua permanenza nella Comunità europea è in discussione e i suoi problemi rischiano di contagiare altre nazioni del nostro continente.

Questioni geopolitiche a parte, sono profondamente dispiaciuto di questa situazione che coinvolge un Paese e una popolazione a cui, dopo tanti anni di viaggi in moto tra isole e continente, sono profondamente affezionato.

Della Grecia ricordo i profumi, il sole bruciante, i paesini abbarbicati sulle rocce, la gentilezza  dei suoi abitanti, la facilità nel trovare stanze da affittare o una trattoria per ristorarsi (e sempre a prezzi più che ragionevoli!), la percezione di essere immersi nella culla della nostra cultura, con tracce di ogni epoca che emergono ovunque.

E questa cultura antica, insieme alla vocazione cosmopolita tipica di tutti i popoli marinai, la si ritrova anche nelle persone, in grande maggioranza curiose, aperte e disponibili anche nei luoghi più sperduti. Di tanti viaggi ricordo soprattutto il dito centrale della Calcidica con le pinete profumate che finiscono in mare, l’isola di Mitylene dove ero ospitato nei bungalow del mio amico Fotis (e un altro amico mi lasciava l’auto a noleggio in aeroporto, con le chiavi sotto il sedile, e senza neppure chiedermi prima un anticipo o una cauzione). Poi le scogliere a picco di Santorini, il sapore veneziano di Chania a Creta e di Nauplia nel Peloponneso, l’emozione di correre nello stadio di Olympia, i cipressi e i giganteschi ulivi di Corfù, e potrei continuare all’infinito a ricordare posti e strade di un Paese dove ho consumato interi treni di pneumatici. 
E’ evidente che, con tutta la buona volontà e la simpatia che ho nei loro confronti, per i problemi dei Greci non posso fare nulla. Un piccolo contributo, però, lo posso dare: la prossima estate passerò le mie vacanze tra Santorini e Creta, posti che torno a visitare sempre con grande piacere, così da dare almeno un piccolo contributo all’industria turistica che rappresenta, in pratica, la loro più importante risorsa economica.

Insomma, considerate questa mia scelta una forma di ringraziamento alla Grecia e ai Greci per i momenti bellissimi che mi hanno fatto passare durante tante estati, oltre che una forma di solidarietà motociclistica nei confronti di amici in difficoltà. 

E’ una proposta che giro a tutti, chiedendo anche di segnalare posti e itinerari interessanti o sfiziosi da proporre ai viaggiatori motociclisti che ci leggono, e che vorranno seguire questo invito: non resteranno delusi!

 

 


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7 Commenti »

  1. di bingo51 | 16 Maggio 2012 h. 11:51


    bene sono contento che ci sia qualcuno che parla di vacanze non a Sottomarina ,ma in Grecia ,…..però per solidarietà.

  2. di guerraq | 16 Maggio 2012 h. 12:00


    Bel gesto, bravo Direttore, la solidarietà tra i popoli (e non tra i politici) è la base dell’Europa e soltanto atti concreti potranno permetterci di realizzare una vera unione.
    Non dimentichiamo però che noi non siamo la Germania e che quindi dobbiamo (egoisticamente) pensare anche un po’ a noi stessi: quindi cerchiamo di valorizzare ancora più il nostro Bel Paese, correggendo (o invitando a farlo) le tante storture che agli occhi degli stranieri appaiono assolutamente incomprensibili.
    Va dato atto che la Sua (nostra?) rivista è molto attiva in questo senso ma si può sempre fare qualcosa in più.
    Lamps

  3. di Katacumbe | 16 Maggio 2012 h. 12:39


    Bravo Luigi, è tanto che vorrei passare un paio di settimane in Grecia, a Parte Santorini e Olimpia non conosco altro.
    Chissà che non mi venga lo schiribizzo fino da quest’anno.
    Buone vacanze!!!

  4. di fifi54@libero.i | 16 Maggio 2012 h. 16:37


    Anch’io, con mia moglie e con una coppia di amicissimi, tornerò in Grecia quest’estate, dopo la prima volta a Lefkas, questa volta andremo a Corfù, 15 giorni di full immersion, nel senso vero della parola, nel mare cristallino greco, viaggiamo con gli scooters, considerata la nostra età, il più giovane di noi ha 57 anni!!!!!!!
    Devo dire che mi dispiace della situazione in cui si trovano i greci e per le ripercussioni che potremmo avere anche noi di riflesso, ma tant’è, questa è la vita, sicuramente andrà meglio.
    Fiore d’Assisi

  5. di 1pegaso | 16 Maggio 2012 h. 21:58


    Le mie prime vacanze in Grecia e precisamente a Corfù, risalgono al lontano 1987.
    devo dire che sono rimasto affascinato, dalla bellezza dell’isola, dal variare del paesaggio, e dal clima.
    Anche quest’anno ho prenotato 2 settimane e Luglio, e come al solito chiuderò l’estate con un’altra settimana a Settembre.
    in questi momenti difficili per l’economia Ellenica porterò il mio contributo, ma e ben poco per quello che mi dà quest’ isola bellissima.
    vorrei fare un’appello a chi non è mai andato in Grecia.
    Provate, e non ne potrete fare più a meno
    Parola di:
    Zio Gino

  6. di xlv0403 | 17 Maggio 2012 h. 14:30


    Tante vacanze spese in Grecia, tante isole, tante emozioni fantastiche …. un solo avvertimento pero’ ; non cercate lo sfarzo , il lusso ed il casino … le emozioni vere della Grecia si trovano nella tranquillita’, in una cena in una taverna in riva al mare seduti su sedie di paglia, o sul ponte di un traghetto che solca il mare nella notte per portarvi sull’isoletta che , tra le tante , quest’ anno vi ha ispirato piu’ delle altre… in questi istanti si riesce a trovare una serenita’ che difficilmente altri posti sanno regalare
    Buone vacanze!
    Mauri

  7. di gekozen | 17 Maggio 2012 h. 15:08


    Bravo Direttore ! Ora attendiamo la pubblicazione di una bella raccolta di schede-itinerari da percorrere nella prossima estate dedicata esclusivamente al Paese dei Filosofi e magari anche il conio di un adesivo di dueruote che testimoni la vicinanza e l’amicizia di tutti i motociclisti al suo popolo e alla sua meravigliosa terra. E l’adesivo facciamolo disegnare ai lettori … Saluti.

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Mercato: il disastro di aprile

Lo scorso mese di aprile è stato una debacle per il nostro mercato, con le immatricolazioni di moto e scooter che si sono fermate a 21.861 unità, -38,9% rispetto allo stesso mese del 2011. L’andamento è stato simile sia per le moto (7.284 immatricolazioni, -38,1%) sia per gli scooter (14.577 immatricolazioni, -39,4%).

Ancora peggio è andata ai 50cc, con 4.059 vendite pari a un decremento del 42,8%. Altro dato negativo ha riguardato i passaggi di proprietà che, per la prima volta da anni, nel primo trimestre del 2012  sono scesi del 13%. In totale, da gennaio ad aprile il targato è stato di  72.117 unità (con una flessione del -23,9% rispetto al 2011) di cui 46.971 scooter (-21,1%) e 25.146 moto (-28,7%).

L’approfondimento per cilindrata conferma per gli scooter la crescita del solo segmento maxi, ma unicamente per merito del successo di vendita del rinnovato Yamaha TMax. 

Le moto riportano invece risultati negativi su tutte le cilindrate, in particolare dimezzano le vendite le 600cc con 1.306 pezzi pari al  -57,2%. Per quanto riguarda le tipologie, reggono enduro e supermotard con cali intorno al 20% ma, per la prima volta, virano in negativo anche le turistiche (-6%) .

Le cause di un simile disastro sono per altro note e non sono certo imputabili al cattivo tempo che ha caratterizzato il mese di aprile: perdurare della crisi economica che falcidia il potere d’acquisto dei potenziali acquirenti e crea insicurezza, confusione e incertezza del quadro politico/finanziario italiano e internazionale, costi fuori controllo per quanto riguarda assicurazioni e carburanti ma, anche, burocrazia e tariffe autostradali.

Per sperare in un’inversione di tendenza, che possa almeno in parte salvare i numeri del 2012, a questo punto non resta che contare su qualche iniziativa politica finalizzata a ridare fiato alla nostra economia, dalla riapertura del credito alla liberalizzazione di servizi e  tariffe monopolizzati da corporazioni medioevali, dalla diminuzione della pressione fiscale alla restituzione di fiducia e potere d’acquisto ai consumatori. Incrociamo le dita e vorremmo solo essere smentiti, ma schiarite all’orizzonte (e ipotesi di “ravvedimento” dei nostri politici e amministratori), per ora proprio non ne vediamo, nonostante che i recenti risultati elettorali delle amministrative siano un segno chiaro e forte che la misura è colma e che il tempo è finito.


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La bella Italia da scoprire

Col numero di giugno di Dueruote, che sarà in edicola entro la metà di questo mese, pagando un piccolo supplemento di 5 Euro si potranno acquistare altre 40 schede itinerario realizzate dai nostri redattori nel corso dell’ultimo anno. Si tratta di schede plastificate, in formato “borsa da serbatoio” tutte dedicate a itinerari italiani, e che si vanno ad aggiungere alle altre 140 pubblicate nelle edizioni precedenti.

Ognuna consente di visitare nel dettaglio le più belle zone della nostra  penisola, sono adatte a giri turistici anche di un solo giorno o - combinate da loro - possono consentire di realizzare viaggi più impegnativi. Tutte sono dotate di roadbook e di indicazioni su dove fermarsi a mangiare o dormire e, in più, sono completate da file GPS nei formati per i navigatori più diffusi e che si possono scaricare da www.dueruote.it utilizzando il codice presente in ogni confezione.

Quello da sottolineare è che le 180 schede sono state realizzate “sul campo” dai nostri redattori in oltre dieci anni di viaggi, in qualsiasi stagione e con tutte le tipologie di moto e scooter possibile, che ogni indirizzo consigliato è stato effettivamente testato e viene continuamente aggiornato nel tempo.

Insomma, siamo convinti che queste schede rappresentino oggi la migliore e più completa guida al turismo in Italia su due ruote, come per altro confermato dal successo di vendita che hanno sempre avuto anche nelle passate edizioni.

Tra l’altro, la divisione in percorsi relativamente brevi e l’accurata scelta dei posti di ristoro, consentono di viaggiare davvero con qualsiasi mezzo (al limite bastano 50 cc, come abbiamo diomostrato più volte) e riducendo la spesa ai minimi termini!

E allora, approfittando della bella stagione ormai arrivata, tutti in sella che qualche bel week end motociclistico, crisi o non crisi, riusciamo di sicuro ad organizzarlo e, con l’aiuto di queste schede, sarà anche più stimolante e facile. Nell’attesa che la nuova edizione vada in edicola, diamo una ripassatina nel box o dal meccanico di fiducia alla nostra moto o al nostro scooter e prepariamoci a visitare il nostro bellissimo Paese!

A tutti un arrivederci sulle strade e non dimenticate, come sempre, di salutarvi tra voi quando vi incrociate: lamps.

 

 


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Obbligo di esagerare

Stiamo provando la nuova Ducati 1199 Pangale e, com’era prevedibile, i tester di Dueruote si sono divertiti oltre misura a pilotare questo autentico purosangue su due ruote, studiato - senza alcun compromesso - con l’obiettivo di essere, solo e unicamente, la miglior espressione attuale nel campo delle hypersport. 

Considerato motore, ciclistica, componentistica (e stile, ovviamente) si può affermare senza timore di essere smentiti che in Ducati hanno centrato l’obiettivo, e che la Panigale sarà un successo, nonostante il prezzo di vendita salato, il fatto che si presti poco o nulla ad un uso quotidianio e che abbia il suo habitat naturale più che altro in pista.

Verrebbe comunque da domandarsi che senso abbia mettere in produzione un simile gioiello, quando il tono generale di questi tempi difficili è tutto indirizzato al risparmio e alla razionalizzazione per quanto riguarda gli aspetti economici, oltre che verso il politically correct e il rispetto dell’ambiente come tendenza sociale e culturale.

Il fatto è che anche la razionalità per potersi sviluppare ha bisogno di sogni a cui agganciarsi, sia quando si tratti di progetti industriali, sia quando si tratti di scelte dei consumatori. Insomma, senza sogni - anche impossibili - la creatività decade e ne risente poi negativamente tutta la catena che va dalle industrie agli utenti finali.

Per questo la Panigale (come anche certe supercar in campo auto) mantiene un suo senso e un suo significato anche (o forse soprattutto) nei tempi di crisi. Infatti, non sarà certo lei il prototipo dei prodotti che poi andremo ad acquistare nelle concessionarie, ma sarà merito anche suo se mezzi più razionali e utilitari continueranno a mantenere una percentuale di appeal e di passione, a solleticare l’edonismo dei loro utilizzatori.

Ora, in Ducati passione e know how sportivo certamente non mancato, vedremo se con il supporto delle risorse tecniche e finanziarie del gruppo Audi riusciranno a trasferire questo loro potenziale positivo anche in prodotti più in sintonia con le esigenze dell’uso quotidiano e della capacità attuale del portafoglio degli appassionati.

La strada verso una nuova generazione di modelli credo sia stata aperta da Honda con la famiglia delle sue bicilindriche di 700 cc con cambio tradizionale e, soprattutto, automatico che, come mia opinione, in quest’ultima versione ci metteranno un po’ a imporsi ma - alla fine - penso risulteranno vincenti. In più, interessante è anche il futuro mercato del commuting urbano, dove c’è davvero tutto da inventare.

Insomma, tra voglia di esagerare e sognare (a cui non voglio certo rinunciare) e razionalità, credo ci siano i margini perchè in futuro Ducati possa continuare a stupirci, e con solo con le sue SBK replica da sogno!

Proviamo a sforzare la fantasia: qualcuno ha idee, desideri, ipotesi o altro sui prodotti che dobbiamo o desideriamo  aspettarci in futuro da Borgo Panigale?

 


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Passione e ragione

Proprio in questi giorni è arrivato in edicola il numero di maggio di Dueruote che, anomalia delle anomalie, ha in copertina, insieme a una moto tradizionale, la nuovissima Twizy di Renault, un quadriciclo e per di più a trazione elettrica pura!

Devo dire che prima di decidere una simile copertina (che, ovviamente, sottointende che di quel prodotto si dovesse poi parlare anche all’interno della rivista) in redazione ci abbiamo pensato non poco, nel dubbio che introdurre un argomento così innovativo (il futuro del commuting urbano, con tutte le novità che porterà con se) potesse essere male interpretato o, peggio, rifiutato dal nostro pubblico tradizionale.

La domanda che ci siamo posti, infatti, è se la nostra rivista debba restare legata in modo stretto alla passione pura (personaggi, velocità e prestazioni, sport, viaggi e avventure…) oppure, al contrario, se i nostri lettori siano interessati ai cambiamenti radicali che stanno avvenendo (o stanno per avvenire) nel nostro mondo, e siano incuriositi da un’evoluzione  tecnica che diverge sempre più dalla tradizione dei motori endotermici a pistoni e della ciclistica basata di rigore su due ruote.

La conclusione a cui siamo giunti (provvisoriamente: attendiamo le vostre opinioni e la verifica dell’edicola) è che se il tutto cambia anche noi e la nostra rivista dobbiamo cambiare, mantenendo però sempre ben fermi due capisaldi.

Il primo riguarda la passione, senza la quale il nostro mondo sarebbe assimilabile più o meno a quello degli elettrodomostici (e altrettanto affascinante…). Quindi colore, sport, avventura, piacere, adrenalina, amore e conoscenza per i nostri cavalli meccanici.

Il secondo capisaldo riguarda invece l’attenzione alle esigenze della vita quotidiana su due ruote dentro e fuori delle città: ecco quindi come temi la sicurezza, l’abbigliamento tecnico,  leggi e burocrazia, la denuncia dei costi di gestone esagerati e via discorrendo… lasciando spazio anche agli scooter, i protagonisti tradizionali del commuting urbano di ogni giorno nei percorsi casa, scuola, ufficio.

Un po’ per quest’ultimo tema che abbiamo citato, un po’ per il fatto che consideriamo i nostri lettori una grande community responsabile e ben consapevole del mondo in cui vive, un po’ per la stima che abbiamo verso l’intelligenza e la curiosità di chi ci legge, alla fine abbiamo deciso di inserire nella nostra rivista anche questo nuovo argomento, collegandoci allo speciale Ruote in Città che abbiamo recentemente realizzato con i colleghi di Quattroruote.

Ci rendiamo conto che sui tratta di temi (e di scelte) complessi e, per questo motivo, come sempre chiediamo la vostra opinione, le vostre critiche e i vostri suggerimenti.

Un grazie anticipato: per noi è un aiuto prezioso e ne faremo tesoro!


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Dopo il primo MotoGP…

Devo dire che mi sono divertito, tanto che questa gara mi ha stimolato un po’ di fantasie e di spunti che mi girano per la testa e vi giro senza troppe pretese così, per discuterne un po’ insieme…

Partiamo dalla Moto3: mi sembra che sia partita bene sia come regolamento (visto che i motori sono sostanzialmente liberi e di marche diverse) sia come spettacolo, con in più la bella sorpresa di Romano Fenati del Team Italia (questa volta davvero complimenti alla FMI!) che mi sembra davvero un tipo tosto, con  anche una testa ragionante sopra le spalle, il che non guasta. Quindi in questa categoria non cambierei nulla e attenderei che cresca…

Moto2: Anche qui lo spettacolo non manca ma troverei una formula diversa per i motori, facendo entrare altri competitor oltre a Honda e liberalizzando un po’ di più la preparazione dei propulsori. Poi ci penseranno Marquez (quello che secondo Guido Meda cerca di “esplodere” a ogni curva) , Iannone (altro italiano in via di maturazione, di sicuro interessante da seguire) e soci a farci divertire… 

MotoGP: qui iniziano i dolori perchè non ha davvero senso che le CRT corrano con motori che hanno meno cavalleria delle versioni da Superbike da cui derivano… semmai dovrebbe essere l’inverso, con le SBK che abbandonano le esasperazioni attuali per tornare un po’ di più verso le Superstock… Con un po’ di preparazione e hp in più penso che le CRT potrebbero guadagnare in competitività sino a diventare sul serio la MotoGP di domani, elininando i prototipi puri.

Insomma, non vedo perchè  tutte e queste tre le formule, anche con motori derivati di serie, sistemate alcune anomalie e astrusità regolamentari non potrebbero  consentire la partecipazione diretta e ufficiale delle Case interessate, che rappresenta poi il sale di queste competizioni!

Tornando alla MotoGP bisogna urgentemente far crescere una nuova generazione di piloti, a sostituire un po’ di “vecchietti” in pista oggi e per preparare la successione ai leader attuali, che poi sono Stoner (velocissimo, davvero bravo a finire con una mano in quelle condizioni e, stavolta, anche sereno e disponibile nelle interviste post gara), Lorenzo, forse Pedrosa ma poi è finita lì: troppo pochi!  A ma sono piaciuti, soliti a parte, Crutchlow (classico roccioso pilota anglosassone col pelo sullo stomaco, di quelli che non mollano mai) e il tedesco Bradl. Vedremo! Su Valentino invece non mi pronuncio: penso che se ne parli sin troppo a proposito e a sproposito: preferisco concedergli una prova d’appello e lo aspetto quindi a Jerez per vedere se riesce a rientrare in squadra (e in palla).

Comunque, moto a parte, vedrei di dare spazio alle nuove leve: sono sicuro che qualche nuovo talento salterà certamente fuori facendoci uscire dalle solite polemiche sui soliti noti!

A questo proposito, e lasciando aperta la discussione sui regolamenti, quali sono secondo voi le promesse tra i piloti oggi al loro debutto?

 


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Risveglio (timido) di primavera

In marzo le immatricolazioni di due ruote targati hanno raggiunto un totale di 26.532 unità, con un calo del  4,4% rispetto allo stesso mese del 2011. Scomponendo il dato  tra moto e scooter si evidenzia però un dato positivo per il segmento delle ruote basse che, con 17.297 vendite, segna un +5,6%. Le moto si fermano invece a 9.325 pezzi (-18,8%.) e sono quindi ancora in sofferenza. Continua anche il calo dei 50cc che registrano un -4,9%.

Considerando il trimestre da  gennaio a marzo l‘immatricolato è sceso rispetto allo scorso anno del 15% con 50.161 veicoli, di cui 32.339 scooter (-8,9%) e 17.822 moto (-24,2%). L’analisi per cilindrata evidenzia un andamento in linea con il mercato per gli scooter di 125cc con 10.043 veicoli e un -11% . Passano invece in territorio positivo i 150-200cc con 7.072 pezzi (+1,6%). In forte discesa i 250cc con 1.989 veicoli (-35,7%), e perdono anche i 300-500cc con 9.070 unità (-33,6%), ma a favore dei maxi-scooter che si affermano con 4.165 immatricolazioni, grazie all’arrivo sul mercato del nuovo TMax 500. Le moto mostrano un calo generalizzato, più consistente per i modelli superiori ai 1000cc (5.645 pezzi pari al -26%). A ruota i volumi delle moto tra 800 e 1000cc con 4.469 unità e un - 23,6%. Le medie cilindrate tra 650 e 750cc arrivano a 3.320 immatricolazioni

(-17,5%) mentre le  600cc sono in caduta verticale con solo 936 vendite (-52,5%). 

A chiudere le 300-500cc con 1.472 pezzi (-16,2%), e le 125cc con 1.266 moto (-10,6%), in ogni caso sopra la media del totale mercato.
La situazione dei segmenti mette in luce positiva solo la categoria turismo con 1.986 vendite e un +2%. In flessione tutti gli altri: le enduro stradali arrivano a  5.528 pezzi

(-21,1%,) le naked a 4.699 (-34,6%), le custom a 1.899 (-28%), le sportive a 1.732 

(-29,9%). Solo le supermotard mostrano un calo più contenuto con 1.433 moto e un -13,4%. Complessivamente i ciclomotori (50cc) totalizzano 10.484 registrazioni pari al -15%. Nel primo trimestre dell’anno sono state vendute in totale 60.645 due ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), pari al -15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.


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Moto fiction

Mentre col ritorno del bel tempo e l’arrivo dai concessionari delle ultime novità viste ai saloni dello scorso anno il mercato faticosamente si riavvia (vedremo tra meno di una settimana i dati delle immatricolazioni di marzo), sotto traccia continuano una serie di grandi manovre da parte dei big del mondo automotive che coinvolgono anche le due ruote. Tanto per iniziare dovrebbe giungere presto a una definizione l’ipotesi di acquisizione di Ducati da parte di Audi, accordo che aprirebbe nuovi e sconosciuti scenari. Infatti, chi frequenta un po’ il mondo dell’auto sa quale fortissima concorrenza (quasi un’ossessione per entrambi i contendenti…) esista  tra Audi e BMW per la leadership nel loro segmento di mercato. Se la stessa situazione si ribalterà  anche sulle due ruote ci sarà di che divertirsi…  Ma non finirà li, perchè il terzo big tedesco, Mercedes, a quel punto difficilmente starà alla finestra mentre i suoi concorrenti si lanciano verso nuovi mercati: attendo quindi i primi rumors anche per la casa di Stoccarda, anche se, sul mercato, non è che sono molti i marchi appetibili ancora disponibili. Butto lì un’ipotesi: e se facessero una proposta a Colaninno per Aprilia (lo darei più probabile), Moto Guzzi o entrambe?

Il motivo di tutte queste grandi manovre sta probabilmente nella percezione che il mercato dell’auto, così come lo conosciamo oggi, è giunto a un punto di svolta, per il perdurare della crisi economica, per il continuo aumento dei costi di gestione carburanti in testa, per un cambio di costume per cui l’auto non ha più - soprattutto per molti giovani  - il valore simbolico e non è più l’oggetto principe del desideri come accadeva sino a poco tempo fa. In più, il problema delle auto non è legato tanto all’inquinamento causato dai loro motori, in effetti sempre più puliti, quanto dalle loro dimensioni. Insomma, il tema, soprattutto nelle città, è quello dello spazio occupato e, per l’uso urbano, è ipotizzabile l’arrivo di una generazione di mezzi (a 2, 3 e 4 ruote) completamente nuova. 

Quindi, a quanto parrebbe, il mercato si sta segmentando in modo diverso rispetto a quello che conosciamo, tradizionalmente diviso tra auto, segmento moto legato alla passione e scooter per muoversi in città.  Lo speciale che è attualmente in edicola insieme a Quattroruote (”Ruote in città”, realizzato in collaborazione con la nostra redazione) e che sta avendo un grande successo (come apprezzamento da parte del pubblico ma, anche, come interesse che ha suscitato nelle aziende) rappresenta un altro indicatore di quanto sta succedendo. In questa ottica c’è poi l’arrivo dei mezzi elettrici, dalle biciclette a pedalata assistita alla Renault Twizy che debutta in questi giorni, ma questo argomento l’abbiamo già approfondito in un blog precedente.

Insomma, grande è la confusione sotto il cielo… In conclusione, per una volta sarebbe bello fantasticare  a ruota libera sul possibile futuro che ci aspetta, con ragionamenti che prescindano un po’ dalla crisi economica attuale, che tende a farci vedere tutto nero e rischia di impedirci di vedere al di la dei problemi contingenti. Qualche ipotesi l’ho buttata li, ora aspetto le vostre… e rimango convinto che se un futuro diverso ci sarà, non potrà che comprendere - come sempre - un corretto mix di razionalità ma, anche, di passione!

 


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Marzo pazzerello…

Non mi riferisco al tempo atmosferico (che ci sta regalando una serie di belle giornate, chissà che non aiutino un po’ il nostro asfittico mercato…) ma al quadro davvero inusuale che presenta la redazione di Dueruote in questi giorni. Infatti, dopo aver realizzato insieme ai colleghi di Quattroruote uno speciale sul futuro dei trasporti in città (si chiama “Ruote in città” e sarà allegato gratuitamente al loro numero di aprile), abbiamo deciso di continuare ad approfondire l’argomento con una serie di servizi che pubblicheremo su Dueruote di maggio che è attualmente in lavorazione. Sono così comparsi in redazione mezzi elettrici di tutti i tipi, dalle biciclette a pedalata assistita agli scooter, curiosi quadricicli leggeri e, nei giorni prossimi, arriverà anche una Renault Twizy, la proposta della Casa francese che viene lanciata sul mercato proprio in questa primavera.

Certo è che vedere i miei rudi e velocissimi tester caracollare in un silenzio totale su questi mezzi, davvero agli antipodi di quelli che pilotano abitualmente, è stato uno spettacolo davvero incredibile, anche per me che ormai pensavo di aver visto nella vita tutto quello che c’è da vedere (nel campo dei mezzi di trasporto intendo, a scanso di equivoci…). 

Ma il bello è che al ritorno da questa maxi comparativa cittadina (c’erano elettrici e mezzi tradizionali, tanto per capire la differenza) è subito nata una gran discussione e tutti erano divertiti e incuriositi da questa nuova esperienza, fugando così la mia preoccupazione di immediate dimissioni di massa della redazione per “lesa dignità” di motociclista.

In realtà a colpire positivamente sono stati soprattutto gli scooter elettrici che, una volta nel traffico cittadino, si comportano esattamente come i loro cugini a motore tradizionale, col vantaggio di essere assolutamente silenziosi, di non inquinare (e non affumicare - come accade - i loro piloti) oltre che di costare pochissimo, visto che trasformano i distributori di benzina da 2 euro al litro in un lontano ricordo… Bene anche i quadricicli col limite che, per ora, a causa delle dimensioni nel traffico restano in coda come qualsiasi mezzo a quattro ruote. Però possono andare dappertutto… Personalmente trovo interessanti anche le biciclette a pedalata assistita che non richiedono targhe, patentini, assicurazioni e tutte le altre amenità che hanno ormai strangolato il mercato dei 50cc tradizionali. Insomma, a quanto pare indagare su questi nuovi mondi può anche essere stimolante e divertente. Quindi vi giro qualche domanda su cui mi piacerebbe avere la vostra opinione: voi il futuro dei trasporti nelle città come lo vedete, e qual è la vostra posizione nei confronti della trazione elettrica? E’ possibile, in più, che questa nuova generazione di mezzi, ecologica, pulita e facile da usare, riporti verso le due ruote anche i teenager che oggi sembrano snobbarle? Il dibattito è aperto…

 


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Il futuro di Ducati

A quanto pare Volkswagen vuole comperare Ducati e, nel giro di un mese, sapremo se questa ipotesi diventerà realtà. La cifra sul piatto pare sia di 850 milioni di euro, a fronte del miliardo tondo indicato dall’attuale proprietà quando aveva comunicato la volontà di vendere l’azienda. Ma supponiamo che l’operazione vada in porto e tentiamo di immaginare quali saranno, in questo caso, il nuovo quadro e il nuovo destino della Casa bolognese. Proviamo a dare una risposta a tre domande principali:
1) Nel gruppo Volkswagen quale sarà il ruolo di Ducati?
2) Su quale tipologia di prodotti andrà a orientarsi la produzione?
3) Dove saranno localizzati gli stabilimenti?
La prima questione è certamente quella più strategica per cercare di intuire il futuro della nostra azienda. Volkswagen, infatti, da tempo cerca di imporsi come il maggior gruppo mondiale nella produzione di auto (in questa ottica era l’accordo poi decaduto con Suzuki) e non è così intuitivo come si inserisca, in questo obiettivo, l’acquisizione di una produzione di 40.000 motociclette o poco più. Forse, il quadro si chiarisce se si pensa al futuro del mondo “automotive” che si sta organizzando per affrontare il mercato dei prossimi anni che potrebbe essere molto diverso da quello attuale. Infatti, crisi economica di molti Paesi occidentali, caro carburante, congestione del traffico urbano (ormai sempre più incompatibile con le auto tradizionali), ricerca di un minor impatto ambientale (nella produzione, utilizzo e smaltimento di questi prodotti) oltre che l’apertura di mercati nuovi e diversi da quelli tradizionali, impongono di ripensare radicalmente la tipologia e l’assortimento dei modelli attualmente in vendita. Per esempio, e su questo tema la nostra redazione è particolarmente attiva da tempo, tutti pensano ad uno nuovo quadro per quanto riguarda i trasporti individuali nelle città. Probabilmente arriveranno dalle Case auto nuove proposte molto più compatte, anche nell’area delle due ruote e dei tricicli o quadricicli leggeri, con motorizzazioni alternative, dall’elettrico all’ibrido o attraverso l’utilizzo di nuove tipologie di carburanti. In questo senso avere un marchio motociclistico forte, che possa trainare con la sua esperienza - e soprattutto con la sua immagine - queste nuove famiglie di prodotti, potrebbe essere importante.
Ma allora che cosa produrrà Ducati? Immagino che continuerà con le sue motociclette di alta gamma e con la partecipazione alle corse, per consolidare e rafforzare ulteriormente la sua immagine già fortissima. Poi, mixando il suo know how con la tecnologia e le risorse finanziarie del gruppo tedesco, potrebbe progettare nuove tipologie di mezzi, da produrre nei propri stabilimenti o altrove, ma non necessariamente da commercializzare con il proprio marchio. E qui si torna al tema di dove sarà localizzata la produzione. Direi che per le moto a marchio Ducati la produzione rimarrà a Bologna, nello stabilimento attuale o in quello nuovo di cui si parla da tempo. In questo senso potrebbe ripetersi l’esperienza positiva già vista con l’acquisizione di Lamborghini da parte dello stesso gruppo.
Per prodotti diversi, pur progettati da Ducati ma destinati a essere venduti con gli altri marchi del gruppo, la produzione potrebbe anche essere altrove, visto che Volkswagen, per esempio, ha già importanti stabilimenti nel far east, in primis in Cina dove è leader tra i produttori occidentali. La disponibilità di questi stabilimenti, in più, potrebbe aprire a Ducati nuove e ricche aree di vendita, superando il problema dei dazi oggi parzialmente bypassato attraverso la fabbrica tailandese di recente inaugurazione.
Queste sono le prime considerazioni che mi vengono in mente, in attesa che il quadro si chiarisca e vengano disponibili nuove informazioni. Naturalmente, chi ha ipotesi diverse, informazioni aggiuntive o è giunto a conclusioni diverse dalle mie, è invitato a condividerle con tutti noi su questo forum. E, nell’attesa, i miei più sentiti auguri agli amici di Ducati perché questa novità, per una volta, sia portatrice di un’evoluzione positiva!

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